Intervista a Paola Poli, autrice di "Donne che cambiano"

Un libro che dimostra come la parità sia ufficialmente lontana, ma ufficiosamente più vicina. Perché per le donne farsi in quattro è un'abitudine... ma siamo sicuri che sia giusto? Avremo modo di discuterne insieme all'autrice nel corso dell'evento di MRS del 2 dic, Donne che parlano di Donne

di Valentina Paternoster

Pubblicato martedi, 30 novembre 2010

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Paola Poli
Paola Poli è una consulente con una lunga carriera alle spalle. Si interessa da tempo ormai di cultura di genere, e il suo impegno trova libera espressione in questo volume interessante, suddiviso in due parti, una generale l'altra più vissuta e "testimoniata". Un libro facente parte di un filone culturale dedicato alle donne, alla conciliazione, alla necessità di parità attraverso il quale emerge come il tema femminile sia sempre più pregnate e pressante. Noi le abbiamo rivolto qualche domanda, in attesa di incontrarla nell'evento Mondo Rosa Shokking del 2 dicembre.
 
Da dove nasce l'esigenza di scrivere un libro che riassuma il passato e analizzi il presente delle donne italiane?
Fin dalla nascita siamo abituate a pensare di essere e fare tutto quello che vogliamo. Poi ci troviamo a scegliere. Le nostre possibilità di scelta oggi sono molte, veniamo attratte dalla carriera, dai mille stimoli che il mondo ci offre, siamo molto più libere di prima nel perseguire quello che ci piace, ma come disegnare un percorso di vita che ci renda felici? La situazione della donna è cambiata molto in questi ultimi anni ed è in forte evoluzione.
“Donne che cambiano” prova a delineare una panoramica su che cosa succede davvero in Italia, con qualche confronto sull’estero e molta attenzione a raccontare le donne reali; un lavoro che aumentando la consapevolezza possa aiutare le donne ad orientare le loro scelte e a capire meglio come perseguirle.
 
“Donne che cambiano” traccia un quadro fatto di dati e di storie vere di donne tra carriera, famiglia e qualità della vita, dal quale emergono due fenomeni importanti:
- una forte crescita di un giovane management femminile in tutti i campi: donne manager, avvocato, medico, imprenditrici
- la difficoltà di mettere assieme il doppio ruolo famiglia/ lavoro e l'importanza di disegnare un percorso di vita che indipendentemente dalle mode, sia adatto alla realizzazione di sé.
Quali sono i passi ulteriori che le donne devono necessariamente fare per migliorare la partecipazione nella società civile e nel mondo lavorativo?
Partecipare innanzitutto. Il confronto con altri paesi, dove la presenza della donna sul mercato del lavoro e la conciliazione lavoro e famiglia sono meno faticosi, ci suggerisce che ci sono altri modelli di vita ai quali potremmo ispirarci.
In particolare per aiutare il cambiamento in Italia dovremmo agire in maniera integrata a tre livelli:
1. a livello governativo,
2. a livello delle aziende e delle organizzazioni,
3. a livello della persona, creando innanzitutto modelli positivi di riferimento, rendendo accessibili coaching, networking e formazione. E quando parlo di modelli positivi mi riferisco anche a donne normali. Infatti i modelli che ci vengono proposti oggi sono di donne dotate di un’incredibile energia, un’incredibile intelligenza, un incredibile talento. A conferma della situazione in cui siamo: occorre ancora essere wonder woman per stare là dove stanno uomini normali.
 
Secondo lei, cosa significa ad oggi "parità"?
Oggi c'è parità negli studi (60% laureate donne), quasi parità nell'accesso al lavoro (46%), la parità decresce con il crescere della carriera e del numero di figli (20% donne dirigenti, 24% lascia il lavoro al primo figlio) ma i trend di crescita del management femminile in questi ultimi anni fa prevedere un cambiamento in atto.
 
Dalle storie che ha raccolto, tutte di donne che "ce l'hanno fatta", quali sono le criticità che ancora emergono e che ostacolano l'ascesa lavorativa delle donne?
Come si vede ci sono criticità a tre livelli:
- contesto paese: servizi, leggi.
- organizzazioni: cultura, modi di lavorare.
- persona: la donna è fisicamente diversa dall'uomo, ha meno forza fisica, una volta al mese non sta benissimo, genera figli e li accudisce, dalle ricerche emerge che ha meno aggressività e meno self confidency, tutti fattori che i ritmi di lavoro stressanti e competitivi mettono a dura prova.
Diciamo che quelle che se la cavano meglio sono quelle che riescono più velocemente a rendersi conto del contesto in cui si stanno muovendo, conoscono le proprie potenzialità e i propri punti di debolezza.
 
Lanci un messaggio alle bambine di oggi, future donne di domani...
Oggi, che possiamo scegliere di fare tutto quello che vogliamo, diventa fondamentale capire le proprie potenzialità e i propri desideri per disegnare un percorso di vita che ci renda felici.
Posso citare, a tal proposito, la dedica che ho messo all'inizio del libro: Dedico questo libro a tutte le donne che vogliono esprimere le loro potenzialità e passioni sia nel lavoro sia nella vita affettiva, in primis alle mie figlie, affinché la conoscenza le conduca a scelte di vita felici.
 
 
Leggi anche la recensione di "Donne che cambiano" in DALLA LIBRERIA ROSA SHOKKING
 
PAOLA POLI sarà tra le ospiti dell'evento del 2 dicembre organizzato da MRS insieme alla Provincia di Milano, dal titolo "Donne che parlano di Donne"
Vi aspettiamo dalle ore 19,00 allo STENDHAL CAFE', in Via Enrico Stendhal 19, Milano
 
 
 
Tag:  Paola Poli, Donne che cambiano, Franco Angeli, donne, carriera, parità, Donne che parlano di donne

Commenti

30-11-2010 - 20:56:25 - anonimo
niente di nuovo sotto il sole..
06-12-2010 - 19:52:32 - paterò
in che senso niente di nuovo? cosa è nuovo e cosa è vecchio, caro anonimo?
Di' la tua


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