Non è mai troppo pari. L'intervista

MRS ha approfondito l'argomento insieme a Marianna Rampini

di Silvia Menini

Pubblicato mercoledì, 22 dicembre 2010

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Abbiamo fatto a Marianna Rampini, Referente Pari Opportunità Csf Enaip Domodossola, qualche domanda riguardo al progetto “Non è mai troppo pari”.
 
Come è nata l’idea e cosa vi ha spinto a ideare questo progetto?
Abbiamo deciso di aderire ad un progetto della Provincia del Verbano Cusio Ossola, denominato “Pari o Dis-pari”, che in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne ha organizzato un salone sulle pari opportunità. Il progetto prevedeva che le scuole aderenti cercassero uno strumento, un metodo, per parlare di parità, che fosse innovativo e che conducesse i ragazzi a riflettere su questi temi.
Abbiamo deciso di aderire come scuola con molto entusiasmo, ma abbiamo anche voluto fare un passo in più, ovvero creare uno strumento che permettesse di dibattere sul tema, aperto a tutti, e che fosse vicino ai metodi comunicativi delle giovani generazioni. Internet è infatti uno strumento di conoscenza per loro molto importante e diffuso, ed a nostro avviso a queste nuove tecnologie ci si deve approcciare in modo che siano uno stimolo per la comprensione, la diffusione e l’entusiasmo all’apprendimento.
Per questo un blog: strumento che permette a tutti di esprimere la propria opinione, di conoscere quanto scritto da altri, utilizzando lo strumento informatico come amico.
 
Come, ogni studente, ha contributo alla sua formazione?
I ragazzi si sono divisi in gruppi per la fase di ricerca, ed a ogni gruppo è stato affidato uno dei sei ambiti delle Pari Opportunità (genere, orientamento sessuale, etnia, religione, disabilità). A loro è stato chiesto di ricercare, riflettere e commentare. I loro contributi poi sono stati postati sul blog in ciascuna delle aree tematiche. Il loro entusiasmo per poter approfondire un tema così coinvolgente utilizzando strumenti, che ripeto, sono da loro considerati amici, è stato palpabile fin dal primo istante di lavoro. Qualcuno, naturalmente, ha contribuito con le proprie conoscenze informatiche a realizzare il blog.
 
Qual è l’obiettivo e cosa vi aspettate?
L’obbiettivo è, come sempre quando si tratta di parità, quello di provare a far permeare una cultura della non discriminazione eliminando tutti gli strati degli stereotipi che ognuno di noi ha, e molto spesso fatica ad eliminare. Mettere i ragazzi nella condizione di cercare informazioni su un tema, discuterne insieme, ed infine crearsi un’opinione propria, per poi condividerla con l’esterno, vedere l’effetto che ha sugli altri, li ha molto invogliati nell’esporsi nelle proprie posizioni, nel provare a trovare informazioni che avvallassero o confutassero le proprie teorie.
Gli obbiettivi, dunque, sono molteplici, ma il principale è sempre quello di tenere viva la comunicazione sul tema della parità, utilizzando il blog come una sorta di giornale di bordo, di strumento di commento per i fatti del mondo e della scuola, di confronto con coetanei ed altre generazioni.
Ci piacerebbe sicuramente che più utenti possibili visitassero il nostro blog e lasciassero un commento in modo da poter tenere accesa la nostra attenzione e la discussione sul tema.
 
Cosa si intende per voi con “pari opportunità”?
Pari Opportunià per noi è tutto ciò che riguarda la cultura della non discriminazione. Questo è importante nel lavoro, nella vita sociale e nella scuola. Pari opportunità è giusto che non siano più solo le discriminazioni legate al genere ma riguardino tutti gli ambiti di competenza definiti dalla conferenza di Lisbona nel 2007, ma forse rimane ancora qualche aspetto da includere a queste categorie: nella formazione professionale si nota più che in altri ambiti dell’istruzione. A volte, vedere buone menti svanire a causa della condizione di svantaggio economico e sociale di provenienza è altrettanto avvilente che vedere una donna cui vengono fatte firmare le dimissioni in bianco in caso di gravidanza. L’obbiettivo della parità sarebbe allora ancora più reale e vicino. Ciò che dico spesso ai miei ragazzi è che pari opportunità non è tutti uguali, ma tutti diversi con stessi diritti: quando il punto di partenza è comune, uguale, da li ognuno si gioca realmente le carte che ha, senza che fattori esterni intervengano ad ostacolare la realizzazione personale e lavorativa di ognuno.
 
Cosa può fare il singolo individuo per perseguire obiettivi di pari opportunità?
Domanda interessante. Io credo che ognuno di noi debba evitare di discriminare partendo dal presupposto che la differenza non può essere altro che arricchente. Andare oltre le barriere cristallizzate da anni di stereotipi e generalizzazioni non può fare altro che portare a migliorare le condizioni di tutti (si pensi al mondo del lavoro, dove la soddisfazione del personale è la prima fonte di produttività del personale stesso, e che le aziende che applicano diversity management sono le prime per produttività ed offerta e coesione).
C’è un altro aspetto da non dimenticare mai però: le leggi di tutela contro le discriminazioni ci sono, a volte ciò che manca è la loro conoscenza (ed a questo servono gli interventi formativi in tema di parità), ma anche la volontà di far sentire la propria voce.
Parlare di parità, sforzarsi di andare oltre agli stereotipi, conoscere ciò che ci può tutelare e la voglia di far valere i propri diritti sono, a nostro avviso, la parte che noi possiamo fare in questa fase di cambiamento, difficile e cruciale, ma fondamentale.

 
Tag:  nonemaitroppopari, Enaip, Marianna Rampini, Pari Opportunità, discriminazione, Lisbona

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