Senza Donne in Presa Diretta

Un movimento sottile ma in costante crescita si sta palesando sul web: della serie "Anche noi ci arrabbiamo".

di Valentina Paternoster

Pubblicato martedi, 26 ottobre 2010

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Presa Diretta dedicò la puntata del 26 settembre 2010 alle donne e al rapporto dell'Italia con loro. Un rapporto non facile: casi di mobbing, carenze di welfare, mancanze nell'applicazione anche banale di leggi date per assodate.
Già in diretta sui vari blog che si occupano di donne si cominciò a discutere, a confrontarsi, inizia un vero e proprio tam tam che ha coinvolto anche sui social network, Facebook in primis, centinaia di persone. Il web ha sempre rappresentato per le donne un mondo a parte nel quale trovare dialogo e supporto: il mezzo elettronico ben si confà alle vite frenetiche delle italiane divise tra lavoro e famliglia, sempre di corsa tra scuola, ufficio e supermercato; si adatta agli orari, riempie i microbuchi di tempo in modo agile e permette di avviare rapporti un po' elettronici un po' interpersonali basati sull'essere solidali.
E' quello che è successo a Stefania Boleso, Francesca Sanzo e Manuela Cervetti. Famose per storie differenti, hanno tutte un elemento in comune: parlano di donne per le donne. Da qui la volontà di aprire una porta per permettere alle storie di donne bistrattate dalla società e dalle aziende italiane di confluire in un grande contenitore mediatico. Un blog, www.senzadonne.wordpress.com, che trae spunto, e nome, dalla puntata del programma di Riccardo Iacona così da tracciare un continuum con i temi affrontati nel reportage: carriera non fa rima con figli, le donne non trovano posto nei consigli di amministrazione, il welfare italiano è insufficiente a supportare le famiglie italiane, che continuano a fare da sole appoggiandosi alla catena di contatti familiari per fare figli e per educarli.
Lo scopo del blog? Continuare a sollevare un problema sempre più incalzante riguardante una parte importante dei talenti italiani, quelli femminili, esclusi dal mondo del lavoro e da sempre dalle carriere dirigenziali e, sulla base delle segnalazioni raccolte, formulare una serie di proposte e di argomenti da portare avanti e sui quali "martellare". Il blog è appena nato, è in fase di promozione, ma molte cominciano a essere le testimonianze: "Quasi solo donne, purtroppo - dice Stefania, una delle fondatrici - a testimonianza del fatto che gli uomini non ritengono che l'assenza di donne nel mondo del lavoro sia un problema che li riguardi. Sbagliando".
Al momento il blog sta raccogliendo testimonianze e proposte: "Due i filoni che stanno emergergendo: da una parte un punto di vista più privato, legato al potere di spesa del cittadino e al potere educativo verso le nuove generazioni, dall'altra una necessità più politica e pubblica come la richiesta di quote per legge o di incentivi a part-time e telelavoro". Due aspetti complementari del vivere quotidiano del singolo: la possibilità di boicottaggio dei marchi non woman friendly ben si completa con una legge che permetta l'abbattimento del tetto di cristallo che isola le donne in ruoli subalterni all'interno delle aziende sia pubbliche sia private imponendo quote. Perché, come dice la professoressa Beccalli, "Le quote non sono un demonio, ma uno strumento divenuto necessario per ottenere un'equa rappresentanza dei talenti".
 

Commenti

27-10-2010 - 10:33:00 - Vivi
Segnalo un altro interessante e molto ben scritto blog di una donna sulle donne: http://donneinritardo.blogspot.com
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