Francesca Di Benedetto e la Cantina Tunia

Le Donne del Vino di alcune delle cantine più rinomate d’Italiasi raccontano su MRS e parlano della loro attività, dell'azienda che conducono e dei loro prodotti di punta

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Durante la finale milanese della I° edizione di IMAFestival, a cui partecipavo, mi stavo aggirando per l’area dedicata ai prodotti enologici di Agia – Associazione Giovani Imprenditori Agricoli, quando mi sono imbattuta in Francesca Di Benedetto: dopo aver degustato il suo vino Chiassobuio, Sangiovese al 90%, e aver chiacchierato con lei ho capito che la sua professione era qualcosa di speciale e che quello che stavo bevendo andava al di là del semplice bicchiere di vino.

Insieme al fratello e all’amica Chiara ha fondato nel 2008 Tunia, il cui nome rende omaggio alla più importante divinità etrusca, la quale pare presidiasse alla maturazione dei frutti.
 
Il terreno si estende su una superficie di 25 ettari, nel cuore della Val di Chiana, tra boschi e colline coperte da vigneti e uliveti. Alle sue spalle si erge poi il Castello di Dorna, che conferisce ancora più magia all'intero paesaggio.
 
Inoltre, dal 2009, l’azienda ha cominciato a mostrare un concreto interesse verso ai metodi di produzione biologici, creando un prodotto che ancor più si avvicina alla natura.


Abbiamo intervistato Francesca per scoprire il percorso che l’ha portata a dedicarsi anima e corpo a questa meravigliosa passione.

Francesca, tu sei enologa e biologa, quindi segui la parte produttiva. Ci racconti un po’ di te e di come ti sei avvicinata a questo mondo?
I miei primi contatti ravvicinati col vino sono avvenuti a Pisa, città in cui ho studiato e in cui ho iniziato a frequentare i primi corsi di degustazione. La natura e il vino, le mie due passioni, riempivano così le mie giornate e le mie serate...
Con il passare del tempo la natura, e in particolare gli animali, li vedevo sempre più da lontano o meglio, vicinissimi ma un po' irriconoscibili. Avevo iniziato il mio Dottorato di Ricerca in Genetica.Per fortuna c'era sempre il mio hobby, la degustazione, che continuava ad affascinarmi incredibilmente, con la riscoperta di profumi (ma a volte anche di qualche puzzetta) e sapori che mai avrei pensato di ritrovare in un vino.
A un certo punto la svolta: non ero fatta per stare in un laboratorio e quindi via! Di nuovo a Pisa per tornare sui libri, questa volta di Viticoltura ed Enologia.
 
Che cosa ne pensi del connubio donne e vino e come viene rappresentato all'interno della Vostra azienda?
Il mondo del vino, vissuto dalla vigna fino allo scaffale, è estremamente complesso e ricco di moltissimi aspetti e sfaccettature. C'è bisogno di cura e attenzione nei minimi dettagli e in questo, forse, le donne sono più brave.
Nella nostra azienda siamo in tre soci: due donne e un uomo. A vivere la quotidianità di Tunia ci siamo io e la mia, più che socia, amica, Chiara Innocenti. Io seguo la parte produttiva, dalla vigna alla cantina, Chiara si occupa di tutto l'ambito commerciale. Mentre mio fratello Andrea è addetto agli aspetti finanziari. Siamo riusciti a creare un equilibrio praticamente perfetto, perché io morirei in un ufficio, mentre loro sono ben lieti di fare solo delle fugaci visite in campagna...
 
Come sta cambiando il ruolo della donna nel mondo del vino?
Credo che, come in tutti gli ambiti da sempre caratterizzati da una forte presenza maschile, le cose stiano cambiando piuttosto lentamente. Le " donne del vino" sono spesso mogli o figlie di qualche famoso "uomo del vino" e, nella maggior parte dei casi, si occupano degli aspetti commerciali o dell'immagine aziendale.
Se si parla della parte produttiva, che è poi quella che conosco meglio, si fa ancora un po' di fatica a far capire alle persone che lavorano in campagna o in cantina (per la maggior parte uomini), che una donna può avere molte cose da dire e da insegnare.
Per fortuna i corsi di Laurea di Viticoltura ed Enologia hanno tra gli iscritti molte donne, segno che in futuro le cose dovrebbero cambiare.
 
Nella tua gamma di vini ce n’è uno che è prodotto da Cabernet, vitigno internazionale, in purezza. Come mai questa scelta?
In realtà è una scelta che rientra nell'idea di produrre pochi vini, ma tutti molto ben caratterizzati. Un taglio con il Sangiovese (l'altro vitigno rosso presente nei nostri vigneti) avrebbe snaturato entrambi: il Sangiovese avrebbe perso la sua tipicità territoriale e il Cabernet Sauvignon stesso sarebbe stato mitigato nella sua personalità molto forte.
 
Cosa vorresti che chi degusta i tuoi vini apprezzasse maggiormente?
La franchezza, intesa come mancanza di artificiosità. A me non piace bere un vino non trovando poi corrispondenza tra quello che c'è sull'etichetta e quello che c'è in bottiglia. Quindi vorrei che i nostri vini dicessero chiaramente chi sono, da dove vengono e che sono un prodotto della terra, quindi naturali e mai identici a se stessi.
Per spiegarmi meglio, sono stata molto felice dell'inserimento del Chiarofiore 2010 da parte della guida Vini Buoni d'Italia nella sezione "Vini da non perdere" con la seguente recensione: "il vino segnalato ha espresso tipicità, corrispondenza al vitigno e al territorio d’origine, piacevolezza e buona beva". Era esattamente il vino che avevo in mente di fare...
 
I tuoi vini sono Biologici. Ci puoi spiegare il perché di questa scelta e cosa comporta?
In realtà è stata una scelta egoistica, così da maggio a luglio posso godermi lo spettacolo del vigneto completamente tappezzato di papaveri!
Scherzi a parte, crediamo che sia importante portare avanti un'agricoltura che non abbia un impatto devastante, indipendentemente da quelle che sono le regole delle certificazioni. Un esempio: per legare le viti utilizziamo, al posto del comune tubicino in plastica verde, un cordino in fibra di cellulosa completamente biodegradabile. Ed è anche molto più bello da vedere.
La coltivazione biologica, visto che si basa solo sull'utilizzo di rame, zolfo e insetticidi naturali , comporta un'assoluta tempestività nei trattamenti. Se piove sai di dover ricominciare tutto da capo anche se hai appena finito, perché la pioggia, utilissima in alcuni momenti, ha il brutto vizio di lavare via tutti i prodotti.
 
 
Abbiamo scelto per voi due vini che meglio rappresentano l’anima dell’azienda.
 



Via del Tramarino 17 Arezzo (AR)
Telefono: 348.7254533
E-mail: info@tunia.it
Tag:  Tunia, Francesca Di Benedetto, donne e vino, Val di Chiana, prodotti biologici, Chiarofiore2010

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