Frida Tironi e La Brugherata

Le Donne del Vino di alcune delle cantine più rinomate della Lombardia si raccontano su MRS e parlano della loro attività, dell'azienda che conducono e dei loro prodotti di punta

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La Brugherata, di proprietà della famiglia Bendinelli, è ubicata a Scanzorosciate e si estende per 10 ettaridi vigneto e 1 di oliveto, in piena zona di produzione del Moscato di Scanzo.
L'obiettivo dell'azienda è quello di ottenere eccellenza qualitativa verso il territorio, rispettando anche il paesaggio circostante. In mezzo ai vigneti sono infatti coltivati alberi da frutto, fiori ed essenze mediterranee, comprese 15.000 piante di rose.
Il vino, simbolo del territorio e dell'azienda è il Doge Moscato di Scanzo DOCG, un vino storico dell'enologia bergamasca e prodotto esclusivamente nel comune di Scanzorosciate, che può essere annoverato tra i grandi passiti italiani.
Al proprietario de la Brugherata, Paolo Bendinelli, va il merito della costituzione del Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo (di cui ne è stato il presidente fino al 2010) e dell'ottenimento della DOCG. 
 

Abbiamo intervistato FridaTironi, responsabile commerciale di La Brugherata

Che cosa ne pensa del connubio donne e vino e come viene rappresentato all'interno della Vostra azienda?
Un connubio che da sempre esiste, ma che forse solo negli ultimi anni ha trovato maggior fortuna. Molte sono le aziende di proprietà o gestite da donne, come nel nostro caso, ma anche di altre realtà del nostro territorio. La donna ha quella tenacità e determinazione forse dovuta al fatto che il lavoro in un’azienda vinicola sia sempre stato considerato lavoro “da uomo”; in realtà accanto ad un uomo c’è sempre una donna, madre, sorella o compagna che con umiltà dà il proprio contributo. Io non mi limito solo a presenziare a fiere o serate e cene; amo seguire il lavoro fatto in vigna e in cantina, in pratica tutto ciò che sta alla base della produzione di vini di qualità, per poi naturalmente essere in grado di trasmettere a chi degusta la passione e l’energia.
Noi apriamo spesso l’azienda a visite, organizzando eventi per far conoscere ed apprezzare il nostro territorio.

Avete presentato qualche prodotto in particolare durante questa edizione del Vinitaly, qualche novità per il 2011?
Sì, oltre alle nuove annate del Moscato di Scanzo docg e del Valcalepio bianco e rosso, abbiamo presentato il nuovo progetto vino “Vermiglio di Roxia”, un vino nuovo ottenuto dalle uve di Moscato di Scanzo vinificate senza appassimento con merlot e cabernet sauvignon. Abbiamo presentato l’Associazione Produttori di Vermiglio e presto faremo eventi dedicati a questo prodotto unico e particolare oltre a riproporre in autunno le serate dedicate agli Incontri DiVini dove proporremo abbinamenti, storie e altro dedicati al vitigno Moscato di Scanzo.

Come convivono i vini prodotti con vitigni internazionali, quali Merlot e Cabernet Sauvignon, con un vino prodotto da un vitigno autoctono? Quali particolarità hanno?
Avere la possibilità di produrre vini da un vitigno autoctono ci riempie d’orgoglio! Naturalmente nel nostro caso riponiamo la stessa cura in tutti i vini che produciamo, ma senz’altro il Moscato di Scanzo è quello che più ci appassiona, vuoi anche per l’esigua produzione e le difficoltà nel proporlo e nel produrlo. Il Moscato di Scanzo riteniamo tra l’altro che sia un vino tipicamente femminile, non perché dolce al palato, ma in realtà perché ha le caratteristiche che ogni donna possiede: complessità e unicità.

Il territorio di Valcalepio e il Moscato di Scanzo. Ce li può brevemente raccontare sulla base della sua esperienza in questo settore e delle attività della vostra cantina?
Quello che più mi preme quando presento i nostri vini è di raccontare del “mio” territorio, non solo limitandomi a parlare di Scanzorosciate e del Moscato, ma di tutta la bergamasca. Di quanti prodotti oltre al vino abbiamo, della storia e del valore delle persone. Ciò che ho riscontrato in questi anni è che i vini bergamaschi non hanno avuto molta considerazione nel panorama generale vinicolo. Naturalmente la colpa può essere anche dei produttori che fino a vent’anni fa poco investivano in un settore che comunque ha molto da offrire. Nell’ultimo decennio diverse cose sono però cambiate, le aziende hanno capito che fare vino di qualità presuppone tempo ed investimenti, cura e passione. Noi abbiamo la fortuna di avere il Moscato di Scanzo che è un biglietto da visita per gli appassionati di vino, ma la produzione è talmente esigua che la sfida è comunque più sentita nel proporre i vini della Valcalepio, spesso boicottati dagli stessi bergamaschi e dai ristoratori. Con il progetto “Vermiglio”, al quale stiamo lavorando da un paio d’anni, vogliamo caratterizzare ancor di più il vino di Bergamo e speriamo che molti altri produttori sposino la nostra causa. I vitigni internazionali ormai vengono coltivati ovunque… è vero che è il terroir che fa la differenza, ma in un mercato così globalizzato dobbiamo comunque distinguerci tipicizzando le nostre produzioni.


MRS ha scelto per Voi 2 vini della cantina La Brugherata particolarmente identificativi:

- DOGE MOSCATO DI SCANZO DOCG

Via G. Medolago 47
24020, SCANZOROSCIATE (BG)
Tel. 035655202
Fax. 0356590467


 
Tag:  La Brugherata, Frida Tironi, Moscato di Scanzo, bergamasca, Vinitaly, le Donne del Vino

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