Liberiamo la schiava!

E’ il vitigno preferito dagli altoatesini ma nel resto del paese non è ancora sufficientemente conosciuto. Io lo adoro e voglio parlarvene.

di Massimo Marchesi

Pubblicato lunedi, 27 settembre 2010

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Foto courtesy of Milanovino
“Schiava” è il nome che veniva dato, in antichità, ai vitigni coltivati con i ceppi bassi e soprattutto legati l’uno a l’altro.
A questa famiglia appartengono differenti varietà: schiava gentile, schiava piccola e schiava grigia sono le più diffuse. Tra tutte, è la Schiava Grigia a dare i migliori risultati e proprio su di lei costruiremo le nostre riflessioni.

Chi apre una bottiglia di Grauvernatsch (questo il suo nome tirolese) deve avere chiaro cosa aspettarsi e soprattutto cosa no.
Non troverà un colore impenetrabile, non troverà profumi di marmellata, cuoio, tabacco, vaniglia, spezie, non troverà un corpo sorprendente né tannini fitti ed astringenti. No! Aprendo una Schiava Grigia troveremo la delicatezza in tutte le sue forme, la discrezione, l’eleganza, la versatilità, la semplicità e l’equilibrio.

Non sono certo cose da poco. È grazie a queste virtù che la Schiava si può bere in tutte le stagioni dell’anno. In pratica, per scendere più nel dettaglio, la freschezza - intesa come leggera e positiva nota acida - ed il caratteristico finale amarognolo del vino fanno da perfetto contraltare a piatti ricchi come i canederli - per rimanere in Alto Adige - fondute di formaggio, agnolotti al burro versato, zuppe di cerali con olio extravergine ecc.. insomma piatti invernali, sostanziosi ma dal gusto delicato.

D’altro canto il corpo leggero, la quasi totale assenza di tannino e la fragranza dei profumi di ciliegia, oltre al grado alcolico generalmente basso - tra gli 11 e i 12,5 % -  fanno in modo che nella bella stagione - rigorosamente servita fresca! - sia una compagna incredibilmente adatta a stuzzichini alle verdure, torte salate, e molte preparazioni a base di pesce - zuppetta di frutti di mare, tartare di tonno.

Un vino femminile la schiava che ha bisogno di sensibilità per essere apprezzata in tutte le sua virtù. Concludo con un consiglio: Grauvernatsch “Alter Stoass” 2009 del produttore Ansitz Pfitscher di Montagna (BZ), 12 gradi alcolici, colore scarico, profumi netti e grande equilibrio gustativo. www.pfitscher.it oppure seguite questo link per ordinarla a Milanovino e riceverla direttamente a casa vostra.


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Tag:  Schiava Grigia, Grauvernatsch, Alter Stoass 2009, Ansitz Pfitscher, Milanovino

Commenti

27-09-2010 - 16:47:00 - Jason
Did you know that the word 'Ciao' in Italian is actually derived from the word 'Schiavo'?!? Nothing to do with the wine I know, but I thought you might find it interesting anyway! :-)
28-09-2010 - 22:41:00 - Lola
E' vero la storia di Ciao e schiavo l'ho sentita anche io...non la sapevo, davvero bizzarra :-)))
30-09-2010 - 14:47:00 - Annina
Didn't know about the "schiava" thing either.. Jason as soon as you will be back in here I want to hear all about it ;-)
30-09-2010 - 17:18:00 - Andrew
must be the same as 'Ave' being derived from 'Slave'. 'Ave' being latin for 'Hail' or 'Hello'.
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