Marzia Cordini e le Cantine Francesco Montagna

Le Donne del Vino di alcune delle cantine più rinomate della Lombardia si raccontano su MRS e parlano della loro attività, dell'azienda che conducono e dei loro prodotti di punta

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Cantine Francesco Montagna è stata una delle prime aziende produttrici dell'Oltrepò Pavese, presente dal 1895 a Broni, un antico borgo di grandi origini vinicole.
Dopo aver rilevato l'attività dai proprietari originari nel 1974 la famiglia Berté Cordini prosegue il progetto enologico sui 20 ettari vitati che compongono la proprietà, facendo una scrupolosa selezione dei vigneti più vocati, nel totale rispetto delle proprietà naturali delle uve.
Importante nel portafoglio vinicolo dell'azienda è la linea Viti di Luna, composta sia da vini rossi come il Pinot Nero, Barbera, Bonarda, Sangue di Giuda, Cabernet Sauvignon, fino ad arrivare ai bianchi: Riesling, Moscato e Pinot Grigio. L'intento è di sottolineare il legame che c'è tra la produzione di vino e la natura, la cui magia ed energia vitale si ritrova nei migliori vini.




Marzia Cordini
Cosa pensa del connubio tra donne e  vino e come si è evoluto il ruolo della donna nelle aziende vinicole?
Credo che ai nostri giorni la visibilità della donna sia aumentata un po' in tutti i settori dell'economia, grazie soprattutto alle nostre capacità organizzative.

Qual è il suo ruolo in azienda?
La mia è un'azienda familiare e per garantirne la continuità sono stata instradata verso studi economici e ora mi occupo della parte amministrativa della società, mentre mio fratello e mio cugino hanno preferito focalizzarsi sull'enologia, sulla parte produttiva e tecnica.
Dopo aver terminato i miei studi alla facoltà di economia, mi sono resa conto di una mia impreparazione a livello tecnico, soprattutto quando mi relazionavo con i clienti. Per colmare questa lacuna ho affiancato al diploma di Sommelier all'AIS un master in enologia, che mi hanno permesso di capire a tutto tondo la realtà aziendale in cui lavoravo.
Io seguo comunque principalmente l'attività amministrativa ma il mio ruolo è comunque molto partecipativo: ci riuniamo nel momento della decisione dei vini, delle politiche commerciali e di prodotto e sono tenuta in considerazione. L'approccio è molto patriarcale e non ci sono ambiti di competenza specifici. Da noi si partecipa in modo attivo e si interviene anche nella sfera di azione di altri, perché siamo prima di tutto una famiglia. 
Credo che le donne riescano a dare un valore aggiunto, con la loro creatività e la loro capacità di vedere le cose in maniera più leggera ma non disimpegnata. C'è comunque una consapevolezza sempre maggiore del ruolo della donna perché siamo aggiornate, impegnate, sotto tutti i profili della vita e la visione femminile aggiunge qualcosa di buono e di utile.

Avete qualche prodotto che si lega particolarmente al gusto femminile?
Sicuramente il rosato, per via del colore molto gentile e affascinante, che piace molto. Però anche tanti vini dolci, come ad esempio il Sangue di Giuda, per il fatto che l’alcolicità non è così preponderante. É sicuramente un fattore vincente che si voglia mantenere la leggerezza quando si pranza, mantenendo lucidità per il resto della giornata.
Non solo, è anche un discorso legato al benessere e alla forma fisica. Il vino è infatti generalmente associato a qualcosa di calorico e  spesso limitato da un punto di vista dietetico e non è qualcosa che la donna affronta a cuor leggero. L'idea quindi che un vino sia poco alcolico, ci rende più disponibili, più serene verso il vino. Anche la dolcezza è un punto di forza. Un vino attrae perché dolce ma deve essere però anche accattivante, beverino anche senza l'abbinamento ad un cibo, ma facilmente accostabile ad una chiacchiera durante un incontro con le amiche.

C'è qualche prodotto in particolare che avete presentato al Vinitaly e che è identificativo della Vostra azienda?
VITI di LUNA è già in commercio da un paio d'anni. Noi l'abbiamo voluto per evidenziare il legame con la terra, per rimarcare il fatto che il vino è da noi considerato qualcosa di naturale. Dalla  terra infatti arriva questo frutto che noi pigiamo per ottenere il vino. Adesso la produzione è importante e non è più come nel passato quando ci si atteneva scrupolosamente alle fasi della luna. Non è una pratica del tutto abbandonata anche perché noi vendiamo parte del vino in damigiana e chi imbottiglia, deve seguire le fasi lunari.
L'etichetta del nostro Viti di luna riporta appunto le 4 fasi lunari, per dare l'idea, anche visivamente, di questo forte legame con la natura, e per comunicare il nostro osservare le pratiche più naturali possibili, nel rispetto della natura, per ottenere un vino che sia la massima espressione del nostro territorio.

Voi siete anche molto legati alla tradizione. Come vi rapportate rispetto ai traini del mercato, alla crisi o anche rispetto al commercio con l'estero?
Essendo un'azienda familiare e avendo ognuno le proprie specialità, anche se un po' mescolate, non abbiamo uffici preposti al marketing, alle analisi di mercato che ci facciano essere propositivi, siamo solamente attenti a quello che succede e cerchiamo di capire in modo intelligente come comportarci.
Per quanto riguarda i mercati esteri siamo presenti sul territorio americano, anche se in seguito alla crisi ha subito dei contraccolpi fortissimi e ora ci stiamo dirigendo verso quello asiatico che ha elevata potenzialità.
Cerchiamo sempre di restare informati, guardarci attorno e cogliere gli stimoli esterni più importanti, comportandoci in modo sensibile verso ciò che ci circonda.


MRS ha scelto per Voi 1 vino particolarmente identificativo delle Cantine Francesco Montagna:

- SANGUE DI GIUDA


Una Curiosità...
Sangue di Giuda: le origini del nome

L’origine del nome “Sangue di Giuda” si basa su una leggenda.
La leggenda narra che, dopo la sua morte, Gesù avesse deciso di perdonare Giuda e di farlo tornare sulla terra, concedendogli l’opportunità di una nuova vita terrena e di un riscatto attraverso buone azioni.
Comparso in carne ed ossa a Broni, Giuda venne però riconosciuto dai viticoltori locali, che non esitarono ad assalirlo per punirlo del tradimento fatto a Gesù.
Giuda, però, compì un improvviso miracolo: risanò le viti delle colline bronesi da una malattia che le aveva colpite.
Avendo compreso che l’animo di Giuda era cambiato, i viticoltori di Broni non soltanto gli risparmiarono la via ma dedicarono a lui il vino, rosso e dolce, prodotto in zona.
Da quel giorno, il leggendario miracolo è raccontato dal Sangue di Giuda, rosso come il sangue ma dolce come il riscatto, il perdono e l’armonia.


Via Cairoli 67, 27043
Broni (PV)
0385 – 51028



 
Tag:  Cantine Francesco Montagna, Marzia Cordini, Oltrepò Pavese, Sangue di Giuda, Viti di Luna, le donne del vino

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