Riesling

Il profumo della terra

di Federico Graziani

Pubblicato sabato, 19 febbraio 2011

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Il vino è il prodotto della natura e della complicità dell’uomo con il più ampio prospetto aromatico, la complessità delle sue sostanze odorose non si avvicina neppure lontanamente a quelle degli altri alimenti, vegetali e non.
Nella trama dell’uva in evoluzione a mosto e vino  trovano spazio un numero molto elevato di sostanze chimiche volatili definite aromi che magicamente si ripropongono sotto la stessa forma o agglomerate per via della vinificazione o dell’invecchiamento in molecole più complesse.
Generalmente le differenti varietà o vitigni si esprimono con caratteri comuni al mondo vegetale o animale e più spesso riferito a frutti o verdure che notoriamente ne contraddistinguono i profili aromatici; esistono invece alcuni vitigni che nella loro evoluzione si spostano decisamente dalla dolcezza della frutta per addentrarsi nelle viscere della terra.
In questo breve elenco spicca per notorietà e personalità il Riesling, un vitigno dei climi freddi coltivato in tutto il mondo che nelle rive della Mosella e dei suoi 2 affluenti - Saar e Ruwer - rivive di un carattere unico.
Il Riesling è un vitigno dai profumi fini e agrumati, la mela verde e il pompelmo ne descrivono la gioventù, profumi fresco-acidi  che evolvono in sostanze sfuggenti e di sottobosco ma il suo segreto è negli zuccheri che le selezioni (-lese) si portano al fianco nei vini giovani.
È proprio qui che risiede come aggrappata ad una caramella il composto trimetildiidronaftalene (TDN) che durante l’invecchiamento si slega dalle sostanze zuccherine e diviene quindi assolutamente percepibile il sentore di Nafta che la sostanza aromatica si porta nel nome.

Spatlese e Auslese sono le due classificazioni che per equilibrio tra maturità di vendemmia e percentuali di uve botritizzate meglio si esprimono nelle sensazioni di idrocarburo o kerosene che dir si voglia.
Il “momento  perfetto” per bere questi vini abbraccia una forbice molto ampia che generalmente si può indicare tra gli 8 e i 40 anni. Le note agrumate sposano il primo decennio equilibrandosi con quelle tipiche del vitigno nel secondo e nel terzo prevalgono associandosi alle sensazioni più eteree nell’ultima fase di questo ipotetico invecchiamento.
La terra chiama nell’inverno e il Riesling risponde. Con molta calma, risponde.

Riesling Spatlese Schwarzhoferberg 2007, Egon Muller
Un grandissimo Riesling, fine e coinvolgente nonostante la sua gioventù, fortunato colui che riuscirà a berlo nel “momento perfetto”.

Riesling Auslese Zeltliger Sonnenuhr 1999 J.J.Prum
Vino dalla precisione aromatica imbarazzante, didattico e godibile,  un vino che piace anche a chi non piace il vino. Agrumato di bergamotto e sensaule nelle sue sfumature più tipiche.

Riesling Spatlese Erdener Treppchen 1994, Meulenhof
Fine e delicato, gli zuccheri omogenei  e composti. Il corpo esile e gentile conquista per luce e chiarezza.

Riesling Auslese 1991 Markus Molitor
Più struttura e fittezza. Concentrazione di  aromi e corpo caldo e avvolgente. Note ben equilibrate di  petrolio agrumato.

Riesling Spatese Erdener Treppchen 1986 Oster
Altro vino didattico nell’espressione più pura della TDN. Scarse le note fruttate, a evidenziare un vino che conquista o disarma.

Riesling Auslese Urziger Wurzgarten 1976,  Benedict Loosen Erben
Vino da meditazione che invita a interrogativi reali e immaginari. Il primo: come può un vino di 34 anni e 9 gradi alcolici mantenersi così vivo e brillante? Non si sa, ma bevete.

 
Tag:  Riesling, Spatlese, Auslese, Uve, Vino

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