Sangiovese Domus Caia

A lezione di portamento

di Federico Graziani

Pubblicato giovedì, 29 aprile 2010

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Foto courtesy of Stefano Ferrucci
L’azienda Ferrucci, fondata nel 1932 e oggi in mano alla figlia Ilaria, si trova a Castelbolognese di Ravenna, dove la Via Emilia traccia il confine tra la pianura e l’inizio delle colline appenniniche. Si narra infatti che la cantina sia stata ricavata da una stalla di epoca romana utilizzata per lo scambio dei cavalli. Nei 15 ettari vitati di proprietà vengono coltivati Sangiovese, Albana, Malvasia e Trebbiano. Da anni l’azienda gioca un ruolo importante nella produzione di qualità regionale e non e questo attributo lo si deve in gran parte al Sangiovese Domus Caia, perla di assoluta raffinatezza, corpo e complessità. La nostra regione non è conosciuta nel mondo per vini di particolare forza e struttura, ma piuttosto per il loro carattere gentile, quotidiano e schietto; Domus Caia esce dal coro, non improvvisandosi muscoloso e sproporzionato alla sua corporatura, ma piuttosto con una tecnica, quella dell’appassimento, che concentra tutti i valori del mosto, senza creare squilibri, ed elevando il vino - come avviene nel veronese per l’Amarone della Valpolicella - ad uno status superiore.
 
Ricordiamo però che il gioco non è così semplice, ciò può avvenire solo in condizioni particolari, quelle ove il vino generalmente raggiunge un suo equilibrio molto fine e poco alcolico di partenza, sia esso dato da una caratteristica del vitigno o da condizioni climatiche estreme, come nel caso delle uve di Valtellina Superiore destinate poi alla produzione del vino “Sforzato”.
Il nostro Sangiovese si presenta di un colore rubino, molto fitto e vivo, all’olfatto predominano le sensazioni dolci di piccoli frutti rossi e neri, more e mirtilli, amarene e prugne, elegantemente amalgamati ad aromi di frutta secca, e una delicata speziatura di cannella e liquirizia.
Al palato abbiamo le più piacevoli sorprese; in un corpo strutturato ma non pesante, assolutamente armonico e integrato ad una personalità che lo rende riconoscibile tra mille, emergono sensazioni e sfumature di classe e signorilità. Chissà che cosa avviene di così magico nei sessanta giorni di lento e gratificante appassimento che trasforma il tipicamente bruto e rigido Sangiovese in uno tra i più nobili dei cavalieri. Di certo, il “Domus Caia” non teme rivali in regione e si attesta come un raffinato ed elegante portamento.
 
Tag:  Sangiovese, Domus Caia, Ferrucci, Vino

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