Spumante Prosecco

La bollicina Made in Italy perfetta per brindare durante le feste

di Francesca Gamba

Pubblicato mercoledì, 18 dicembre 2019

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Quale miglior periodo dell'anno per brindisi e festeggiamenti se non il mese di dicembre? Con l'occasione delle feste natalizie e della notte di Capodanno è facile ritrovarsi in famiglia o tra amici davanti a una fetta di panettone e a un buon bicchiere di Prosecco.

Leggero, fresco e dal piacevole sentore fruttato, il Prosecco è lo spumante italiano più famoso nel mondo. Tra Brut (il più secco e acidulo), Demi-sec (la bollicina ideale per i dessert) e Extra Dry (più morbido), ne vengono prodotte e diffuse più di mezzo miliardo di bottiglie l'anno, esportate principalmente negli USA, nel Regno Unito, in Germania e perfino a casa dei "rivali" francesi. Grazie al prezzo democratico e alla spiccata versatilità che lo contraddistingue, questo spumante ha conquistato un po' tutti, diventando in breve tempo un'icona dello stile di vita italiano.


Le bollicine del Nord-Est
 

Il prosecco viene prodotto in tre diverse tipologie: spumante, frizzante (con meno bollicine) e fermo, detto tranquillo. D'obbligo è inoltre distinguerlo da altri spumanti del nostro Paese, quali il Trentodoc e il Francicorta, i quali si differenziano sia per la tipologia di uve utilizzate, sia per il metodo di produzione (in questo caso Charmat, o Martinotti). Diversamente dal Metodo Classico, più lungo, questo avviene secondo tempi brevi, con una fermentazione che si compie all’interno di  un'autoclave a pressione per un periodo che varia tra l'uno e i sei mesi e una spumantizzazione che si completa appena prima dell'imbottigliamento.

Le caratteristiche dei diversi Prosecco variano sulla base del territorio di produzione, che sia esso collinare oppure pianeggiante, dello stile dell'azienda di produzione e della percentuale di uve utilizzate tra Glera (sempre in maggioranza), Verdiso, Perera, Bianchetta, Chardonnay e Pinot. Il territorio di questo prodotto tutto italiano si estende principalmente nella zona collinare del trevigiano, tra le cittadine di Conegliano, sede della Scuola Enologica e degli istituti di ricerca, e Valdobbiadene, vero cuore nevralgico della produzione che si estende su una superficie agricola di 18 mila ettari.
L'area di riferimento completa comprende invece nove province tra le regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, includendo tre consorzi che ne tutelano la produzione: il Prosecco DOC, l'Asolo Prosecco DOCG e il già citato Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG.
Per riconoscere un autentico Prosecco dalle bottiglie contraffatte - che purtroppo non è così difficile trovare sul mercato (soprattutto estero)- , bisogna stare attenti all'etichetta di denominazione e al contrassegno di Stato, sempre presente sul collo delle "vere" bottiglie!

Pillole di storia
 

La nascita del Prosecco ha origini antiche, risalenti alla Roma Imperiale.
Quello che oggi noi definiamo tale sembra sia l'erede del più datato Pucino (o Puxinum) di cui scrive Plinio il Vecchio nel suo celebre Naturalis Historia, descrivendolo come la bevanda favorita dell'Imperatrice Livia, moglie di Augusto.
La prima traccia scritta in epoca moderna risale invece al 1754 quando Valeriano Canati, nel suo Il Roccolo Ditirambo, afferma di dsiderare di "immolarsi il becco con il melaromatico Prosecco"!

Per quanto riguarda il nome che caratterizza questo fresco spumante, bisogna segnalare che nonostante vicino Trieste esista un paesino omonimo, l'origine va collegata ad un castello che sorgeva a picco sulle acque del Golfo di Trieste, conosciuto come Torre di Prosecco. Questa era terra di coltivazione dell'uva Glera, dagli acini brillanti e dorati, e pertanto si sentì la necessità di distinguere il vino atoctono da quello prodotto nei territori limitrofi, come Istria e Gorizia. Facendo un salto temporale direttamente verso la contemporaneità, va segnalato che nel 2009 è stata ufficialmente istituita una nuova denominazione "Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG", la quale ha il merito di avergli conferito ancora più prestigio e notorietà.

Top 3 per i brindisi di dicembre
 

BiancaVigna Rive di Ogliano Valdobbiadene DOCG Brut Nature
Prodotto sulle colline di Ogliano a Conegliano, vanta la propria presenza sulle carte da vini dei migliori ristoranti del territorio e non solo, vantando una votazione di 3 bicchieri dal Gambero Rosso. Ideale per accompagnare piatti a base di pesce e taglieri, presenta un perlage molto fine con sentore di frutti estivi e delicate note floreali.

Val d'Oca Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG Dry
Dry, 100% prodotto a partire da uva Glena, viene ricavato da una piccola area di produzione situata tra i pendii di Saccol, Santo stefano di Valdobbiadene e San pietro di Barbozza. Grazie al perlage persistente e fine, risulta perfetto sia come aperitivo, sia come accompagnamento alla piccola pasticceria.

DOCG Valdobbiadene Millesimato Brut Cuvèe del Fondatore
Strutturato, morbido e profumato, dai sentori di acacia, mela, limone e pompelmo, è uno dei vino prodotti da Ca' di Rajo, cantina ubicata nel borgo di Rai. L'azienda, fondata 80 anni fa, esporta bottiglie in oltre 50 paesi, impegnandosi inoltre nella salvaguardia della forma di coltivazione Bellussera, oggi in via di abbandono a causa degli alti costi di mantenimento.
Tag:  spumante, prosecco, wine lovers, vini, brindisi, bollicine

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