Adele. Le origini del successo della regina del pop

Ecco chi è la ragazza inglese dall'aspetto un po' retrò che ha stregato il mondo con la sua voce soul

di Chiara Caretoni

Pubblicato mercoledì, 1 febbraio 2012

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«La canzone che sto per suonarvi ha cambiato la mia vita.
Quando l'ho scritta, quando l'ho cantata per la prima volta e ogni volta che la canto in tour cambia un pezzettino di me.
Tutti sappiamo che cosa significa perdere qualcuno che si ama, che la scelta sia tua o meno, poco importa.
Lo sappiamo tutti, e per questo così tanta gente ama questa canzone.
C'è un uomo che ha cambiato radicalmente la mia vita e questa canzone parla di lui.
Tutto l'album parla di lui.
Perchè nessuno ha cambiato la mia vita quanto l'ha cambiata lui.
E nessuno la cambierà mai così tanto.
Questa è “Someone like you” ed è per lui»
.
 

Con queste parole, Adele, durante il concerto alla Royal Albert Hall di Londra, ha introdotto la canzone che ha fatto piangere tutti e che nel giro di poco tempo si è imposta come primo singolo del decennio con oltre 11 milioni di copie vendute.
La regina del pop ha ragione: tanta gente ama questa canzone. Ma le classifiche, i numeri delle vendite, l'assalto dei fans alle sue esibizioni pubbliche dimostrano che il successo di “Someone like you” non è un caso isolato e circoscritto: di Adele amiamo l'intero album, “21”, il suo portamento anni Cinquanta, gli abiti scuri che nascondono le forme morbide, i capelli un po' cotonati e, soprattutto, la sua voce. È impossibile, infatti, non lasciarsi coinvolgere dalla voce soul tipica delle cantanti di colore, una voce da contralto che canta il dolore e l'abbandono vissuti in prima persona.

Ma chi è Adele? Qual è la storia del suo successo?
 
Adele, all'anagrafe Adele Laurie Blue Adkins, nasce a Tottenham nel 1988; la madre, Penny, operaia in una fabbrica del quartiere, l'ha avuta all'età di diciotto anni e il padre, un marinaio alcolizzato, è fuggito di casa quando Adele muoveva ancora i primi passi.
Come tutte le sue coetanee, nell'infanzia ascolta le Spice Girls e le Destiny's Child. Ma è grazie alle regine statunitensi del jazz e del blues, Etta James e Lady Ella, che Adele si innamora profondamente della Musica con la “M” maiuscola, tanto da volersi iscrivere alla celebre scuola londinese “Brit School for Performing Arts and Technology” (che ha formato, tra i tanti, Amy Winehouse e Leona Lewis).
 
Pochi anni più tardi, mentre Adele è impiegata come commessa nel negozio “Gap”, si presenta la prima vera e grande occasione: un suo amico posta su My Space un paio di canzoni che la ragazza ha registrato per gioco, con il proprio telefonino, nella sua cameretta. Viene immediatamente contattata da ben due case discografiche, la “Island” e la “XL”, ma l'incredulità è tale che Adele elimina la mail inviatale dal manager della “XL Recordings” pensando che si tratti o di un maniaco o di un mitomane.
Fortunatamente, poco tempo dopo, un talent scout della stessa etichetta discografica assiste a una sua esibizione privata (è la festa del suo diciottesimo compleanno) in un pub di Brixton e riesce a metterla sotto contratto.
 
Persino il rapper americano Kanye West rimane folgorato dalla voce di Adele, tanto che sul proprio blog segnala ai suoi fan il link della canzone “Chasing pavements”, uno dei primi singoli della futura pop-star, assicurando che “[...] al secondo ascolto vi darà dipendenza”.
 
Da qui in avanti la sua vita non è più la stessa e il successo non tarda ad arrivare: vince due Grammy Awards, vende quattro milioni di copie dell'album “21” solo negli USA, ottiene il quarto disco di platino, si crea un brand personalizzato (su un sito web è possibile acquistare dell'oggettistica con il testo delle sue canzoni), è costretta a farsi chiamare con un nome di fantasia (lei ha scelto “Pam”), quando entra con le amiche in un grande magazzino, o porta a spasso l'adorato cane Louis, indossa felpe con il cappuccio.

Gli ingredienti vincenti che fanno di Adele la regina del pop sono certamente le emozioni che trasmette attraverso i suoi testi e la sua voce, nonché l'autenticità che emerge dal suo aspetto fisico, che nel XXI secolo potrebbe essere considerato, superficialmente, l'anti-mito per eccellenza.

Eppure ci siamo abituati sin da subito all'immagine della ragazza inglese “un po' in carne”, così diversa dalle altre, che canta con le mani sul petto la sua esperienza di donna ferita e abbandonata da due diversi fidanzati.
 
Probabilmente era un'icona che ancora mancava nel panorama musicale e la gente sentiva la necessità di affezionarsi a un personaggio nuovo, vero, lontano dai costumi esagerati e dai lustrini da discoteca. Pop non significa solo esibizionismo, orecchiabilità e frivolezza: spesso vuol dire anche forte trasporto, semplicità e commozione. E proprio su questi tre elementi Adele ha fatto leva costruendo una carriera in ascesa.

Lei stessa, d’altronde, afferma: “Sono la prova vivente che si può avere successo senza doversi costruire una doppia identità”.
Tag:  Adele, 21, Someone like you, XL Recordings, regina del pop

Commenti

01-02-2012 - 16:33:21 - anonimo
hai ragione, musica emozionante e una voce calda. Molto piacevole è ascoltare il suo cd. Bell'articolo ! Brava, come sempre, la cuginetta Chiara
08-02-2012 - 15:16:19 - anonimo
Bellissimo articolo Chiara!
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