Benedetta Lucinda Williams

Blessed, una svolta rock per la cantautrice americana

di Martina Pugno

Pubblicato sabato, 28 maggio 2011

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Ci vogliono proprio delle persone come Lucinda Williams per ricordare che il rock non è morto, e anzi sta benone. Giunta a cinquantasei anni, l'artista americana ha dato alla luce l'album Blessed (Lost Highway, 2011), rivelandosi ancora una volta una cantautrice d'altri tempi, di quelle che legandosi all'antica tradizione folk popolare ancora amano raccontare storie, ma allo stesso tempo anche una musicista estremamente attuale, in grado di fondere le sue radici con un rock maturo e condito con nostalgici tocchi di blues.

Consacrata con diversi grammy e brani di successo tra le più influenti artiste del panorama folk, con Blessed la Williams ha deciso di stupire effettuando una decisa virata verso il rock più classico, avvalendosi per questo della collaborazione di Elvis Costello alle chitarre.
I dodici brani che compongono Blessed si fondono in larga parte sulle melodie vocali della Williams, e non potrebbe essere altrimenti data l'espressività della sua voce dal timbro ora graffiato e sofferente, ora limpido e nostalgico.

Anche questa volta la Williams non manca di regalare molto di sé a chiunque voglia ascoltare l'album: Copenhagen è una struggente ballata country nella quale Lucinda riversa tutto il suo dolore e il suo stupore per l'improvvisa morte del suo manager, mentre lo stesso dolore si trasforma in rabbia nella più rockeggiante Seeing Black, rivolta all'amico suicida Vic Chesnutt, che si spegne in energici, anche se mai eccessivi, assoli di chitarra.

Tuttavia, il dolore e le dure riflessioni che attraversano l'album trovano uno sbocco nella speranza e nella serenità proprio nel brano che dà titolo all'album, Blessed: una riflessione che porta a trarre conforto e importanti lezioni proprio dalla parte più invisibile della società, gli stessi emarginati che campeggiano anche nelle nove differenti copertine disponibili del disco, con in mano un cartello che reca la scritta Blessed, benedetti, nonostante tutto.

L'album è disponibile anche in una doppia versione contenente le stesse tracce nell'edizione chiamata 'Kitchen tapes', ovvero registrazioni dallo stile più essenziale incisi come primi demo nella cucina di casa da Lucinda Williams. Questi primi abbozzi, se possibile, svelano ancor di più nella loro essenzialità la bellezza e delicatezza dei brani che compongono Blessed.


Ascolta alcuni brani dall'ultimo alum di Lucinda Williams su Youtube:

BUTTERCUP

SEEING BLACK

COPENHAGEN
Tag:  Lucinda Williams, Recensioni album, Blessed, Rock, Folk

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