Carlotta Ferrari: una compositrice all'epoca dell'Unità d'Italia

L'autrice che aprì le porte della musica alle donne italiane

di Martina Pugno

Pubblicato sabato, 19 marzo 2011

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Jean Honorè Fragonard - La lezione di musica
La storia dell'arte è ricca di dipinti di ogni epoca raffiguranti donne impegnate a suonare l'arpa, il clavicembalo, dilettare gli ospiti col canto nei salotti nobiliari e borghesi. Perchè allora oggi le composizioni più note sono tutte a firma maschile? Dove sono le grandi compositrici del Settecento, dell'Ottocento, del Novecento?


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La risposta non è semplice; certamente le donne potevano fare musica, diventare delle grandi cantanti d'opera, insegnanti di musica. Ma per molto tempo, da loro, non ci si è aspettato nulla di più del semplice intrattenimento. Molte, infatti, ricevevano un'educazione musicale tale da poter intrattenere gli ospiti e mostrarsi così perfette padrone di casa, ma poche venivano incoraggiate o supportate nell'andare oltre.

Le cose iniziarono gradualmente a cambiare nell'Ottocento, anche se il cammino è stato lungo, e forse nemmeno ora può dirsi completo. Non è certo un caso se le prime compositrici di cui abbiamo notizia e musiche portano nomi noti, come Clara Schumann, Fanny Mendelsshon, o che si rivelano figlie, mogli o amanti d'arte. Naturalmente, ci sono delle fortunate eccezioni nell'Europa di Settecento e Ottocento. Tra queste spicca Carlotta Ferrari, riconosciuta a pieno titolo come la prima compositrice professionista dell'Italia Unita.

Ed è così che negli stessi anni in cui ci si prepara a “creare” l'Italia, un piccolo segno di cambiamento fa capolino anche nella storia della musica. Carlotta Ferrari nasce a Lodi nel 1832 e fin da giovanissima viene indirizzata agli studi musicali, diplomandosi nel 1850 in pianoforte presso il conservatorio di Milano. Le sue prime composizioni pubblicate sono le Sei melodie per canto e pianoforte del1856, dedicate al conte Renato Borromeo, che offrì rifugio alle giovani allieve del conservatorio durante i moti rivoluzionari delle Cinque Giornate. Solo un anno dopo, la Ferrari dà alla luce la sua prima opera, Ugo, che riceve consensi di pubblico e critica attirando sulla compositrice attenzioni italiane e straniere.


Carlotta Ferrari (ritratto)
Nel corso della propria carriera, la Ferrari, spazia tra composizioni di genere sacro e operistico, caratterizzando le proprie opere con gusto particolarmente attento alla melodia, con composizioni equilibrate pensate per valorizzare testo e prosodia: non solo compositrice, infatti, ma anche poetessa, Carlotta Ferrari fu tra le prime autrici a comporre accanto alle musiche anche i libretti.

Il percorso di Carlotta Ferrari è costellato di riconoscimenti e pregiudizi nei riguardi dell'intelligenza femminile, ma è il suo indubbio talento ad avere la meglio. Tra le sue opere principali spicca la Messa da Requiem, in seguito alla quale le furono commissionate diverse opere, tra cui l'Inno alla deputazione romana, richiesto dal Municipio di Torino per celebrare l'annessione della città di Roma al Regno d'Italia. Alla sua morte, avvenuta nel 1907, Carlotta Ferrari lascia dietro di sè una lunga serie di opere drammatiche, brani sacri e soprattutto la porta un pochino più aperta per le donne italiane che negli anni a venire si sono cimentate con la musica e la composizione.
Tag:  Musica classica, Biografie, Carlotta Ferrari, Unità d'Italia, Compositrici

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