Nada, una carriera da Vamp

Un nuovo percorso musicale ricco di fascino e personalità insieme al pulcino di Gabbro (ormai cresciuto)

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Ad ascoltarla oggi, Nada Malanima, quasi sembra difficile che possa essere la stessa ragazzina che calcava il palco di Sanremo cantando “Ma che freddo fa”. Eppure, a pensarci bene, non è cambiata poi molto: il brano, oggi considerato uno dei classici della tradizione italiana, nel 1969 costituì una vera e propria sorpresa, con le sue sonorità cupe che già strizzavano l’occhio alle ‘nuove musiche’ in arrivo proprio in quegli anni. Da allora, per i successivi quarantadue anni Nada è sempre stata altrettanto attenta e aperta alle più disparate influenze, mantenendo il gusto per la sperimentazione sempre ben calibrato con la propria impronta fortemente cantautorale.

Ne è esempio il brano Luna in piena, presentato a Sanremo nel 2007 e tratto dall’omonimo album, che precede la sua più recente pubblicazione, Vamp. Una scelta artistica che spesso le è costata in termini di notorietà, ma che ha contribuito a stringere intorno alla cantante affiatati fan che la seguono con interesse; chiunque entri in contatto con la sua musica genuina e introspettiva, difficilmente resta indifferente.

Emerge come un lavoro estremamente personale anche Vamp, pubblicato lo scorso 28 marzo e scritto interamente, musiche e testi, da Nada stessa. Sin dal primo ascolto emergono chiare le varie influenze alle quali anche questa volta, ben dosate e calibrate, l’autrice ha strizzato l’occhio. Il cantautorato si sposa ora con il pop, ora con l’elettronica, per un disco dal sapore moderno, a scapito di qualsiasi pregiudizio nei confronti della longevità artistica della cantante, anzi in parte proprio grazie ad essa. Una caratteristica dello stile di Nada, che di certo ha contribuito a destare le attenzioni di Max Fusaroli, già produttore de Le luci della centrale elettrica e Il teatro degli orrori, che ha collaborato in fase produttiva di Vamp.

Catturano i loop di Piantagioni di ossa, affascinano le atmosfere sognanti di Stagioni, e le melodie di Sarebbe una serenata non si tolgono più dalla testa, mentre colpiscono i mondi gitani che risuonano in Sirena: Vamp è la prova che a distanza di quarantadue anni dall’esordio Nada sa ancora attrarre con percorsi nuovi, imprevedibili ma sempre perfettamente consapevoli.

Il mondo che risuona in Vamp, da Il comandante perfetto a Sarebbe una serenata, appare proprio come figlio delle recenti collaborazioni con gli Zen Circus e figlio dell’attenzione per Nada nei confronti della scena indie italiana, arricchiti dell’esperienza di un’artista che vanta il pregio di essere sempre stata fedele a se stessa e pronta a sperimentare in qualsiasi direzione, guidata solo dalla libera urgenza di fare musica.


ASCOLTA DA YOU TUBE ALCUNI BRANI DEL NUOVO ALBUM DI NADA:

Tag:  Nada, Vamp, Recensioni album, Musica italiana, Max Fusaroli, Sanremo, sperimentazioni

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