Rock giovane ed emergente: i Franklin

Dal sogno alle piazze, dal tour alla registrazione in studio. Abbiamo intervistato Alessandro Di Lascia, voce dei Franklin, dopo l'emozionante esibizione del 16 novembre sul mitico palco del Piper di Roma

di Grazia Ciavarella

Pubblicato giovedì, 1 dicembre 2011

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I Franklin, giovane gruppo rock che il 16 novembre 2011 si è esibito al Piper Club di Roma per la finale del Tour Music Fest, sono originari del Gargano. La band è formata da quattro ragazzi che, armati di pazienza, hanno partecipato a diverse manifestazioni musicali, tanto locali quanto nazionali.
 
Dopo avere ottenuto consensi sia di pubblico che di critica nell’ambito di diverse kermesse - come la vittoria al Cagnano Living Festival quest’anno e quella al concorso nazionale Pop Rock Contest nel 2006, o l’ammissione in finale all’i.Tim Tour in piazza Duomo a Milano per ben due anni consecutivi (2005 e 2004) - i Franklin continuano a far parlare in rete della loro musica.
 
Il loro spirito “nomade” li spinge a vivere la piazza, a respirare la folla, e questo consente a quanti amano la buona musica di conoscerli e apprezzarli. Ne è testimone il web che, grazie ai social network, conferma il gradimento di pubblico nei giorni successivi alle date dei loro concerti.
 
La loro musica spazia da cover riadattate, arrangiate in una visione-Franklin, a brani inediti come Cieco e La città dei clown, che possono essere ascoltati direttamente dal loro profilo su MySpace, oppure dal loro canale YouTube.
 
Autore dei pezzi è Alessandro Di Lascia, voce dei Franklin, il quale nel 2008 ha provato il brivido del palco dell’Ariston, partecipando al 58° Festival di Sanremo con i Frank Head. Partecipazione che ha permesso al gruppo di portare a casa il premio della critica Mia Martini.
 
Intervistato per MRS, Alessandro ci parla dei loro rispettivi gusti musicali, della musica dei Franklin, delle emozioni vissute sul palco del Piper. Lascio a lui la parola.


Come si sono conosciuti i Franklin?
Ale conosce Pasquale (il batterista) tramite un amico in comune e decidono di fondare una band, così Pasquale chiama Marco (il bassista), che ormai lavora nella sua scuola di musica (Dam studio) da qualche anno, e infine Ale chiama Matteo (chitarra) per completare il quadro. La band è formata.

Vi accomunano gli stessi generi, oppure provenite da realtà musicali diverse?
Abbiamo un comune denominatore: i Muse. Questa band influenza molto la nostra creatività ed è fonte di grande ispirazione. Poi, ovviamente, ognuno ha i suoi gusti. Ad esempio Marco  ultimamente si sta approcciando al jazz; Matteo è più sulla scia degli anni '70  (Led Zeppelin, Handrix); Pasquale apprezza molto Gavin Harrison (Porcupine  Tree) e va matto per Jovanotti; io (Alessandro) adoro i 30 Seconds to Mars, Foo Fighters, Linkin Park, a Perfect Circle e tanti altri.
Diciamo che abbiamo approcci mentali completamente differenti alla musica, ma alla fine giungiamo quasi sempre di comune accordo a una soluzione che soddisfa tutti e quattro.

Che percorso avete fatto per arrivare fin qui?
Innanzitutto ci siamo barricati in sala prove per più di un anno, in vista della nostra prima apparizione live.
Abbiamo dovuto scegliere con particolare attenzione e meticolosità la
direzione sonora e gli arrangiamenti, sia dei pezzi inediti che delle cover. L'attenzione maggiore è rivolta proprio agli arrangiamenti delle cover, non ci piace riproporre al pubblico le canzoni così come già le hanno sentite nei dischi. Fondamentalmente teniamo uguale la linea del canto, mentre tutto il tappeto  sonoro viene completamente,
o quasi, cambiato. Questo processo è da noi chiamato "Franklinizzare" un pezzo,  ed è il nostro elemento di maggior distinzione.
Dopo essere usciti dal guscio abbiamo fatto quanti più concorsi possibile. Ci  piace la competizione e soprattutto ci piace il confronto con il pubblico, ci tiene vivi e ci stimola.
Successivamente abbiamo registrato nel nostro studio (Playstoprecord studio)  la demo con 5 inediti e 5 cover rivisitate in chiave Franklin e abbiamo presentato il prodotto alle case discografiche, major e indipendenti e, tuttora stiamo completando ancora il giro di queste ultime.

Com’è stata l’esperienza al Piper Club di Roma e come ha risposto il pubblico?
Una gran bella botta!
Il Piper è un locale storico e ci sono passati praticamente tutti i più grandi (Beatles, Nirvana, Pink Floyd). Il pubblico era carico e c'era una folla di gente che terminava qualche metro  fuori dal locale. Il palco era splendido e c'era un’incontenibile aria di festa. Durante l'esibizione abbiamo avuto qualche problema tecnico sul palco, non dipeso da  noi, ma per fortuna l'elevata esperienza nei live e soprattutto nei concorsi, dove hai quattro minuti per far vedere quanto vali, ci ha fatto affrontare la  situazione con particolare calma e distensione.
L'unico termometro in grado di misurare il gradimento del pubblico è  l'applauso e, se dobbiamo giudicare da quello che le nostre orecchie hanno  sentito dopo aver suonato il pezzo, possiamo ritenerci molto soddisfatti. Tra  l'altro nel pubblico non avevamo amici infiltrati, non conoscevamo nessuno.
Comunque, a parte l'applauso, ci ha fatto davvero tanto piacere che molta  gente ci abbia fermato  dopo l'esibizione per farci i complimenti. Sembra una  cosa banale, ma quando si è nella capitale d'Italia, in un locale storico e  rinomato per la musica, e non conosci nessuno. . . Be’, ricevere complimenti, in quel caso, vale tantissimo.

Tre aggettivi per definire i Franklin.
Semplici, attenti, onesti.

Tre aggettivi per definire la musica dei Franklin.
Energica, dolce, matura.

Quali sono attualmente i vostri progetti per il futuro?
Scrivere un nuovo disco e ripartire con i giri delle case discografiche. Contemporaneamente continuare a partecipare ai concorsi per tenerci sempre  sulla strada sporchi e affamati!
L'altro aspetto su cui ci concentreremo maggiormente sarà quello di non  raggiungere mai il totale appagamento, perché raggiunto quello, ci spegneremmo come candele in una bufera.
Tag:  Franklin, rock, pop, musica emergente, Gargano, Piper, Alessandro Di Lascia

Commenti

15-09-2013 - 20:15:33 - anonimo
bravi bravi ..ieri sera a Rocchetta.. nonostante il freddo siete stati bravissimi.........spero di risentirvi presto a Rocchetta :)
12-10-2013 - 17:10:28 - anonimo
sono fantasticiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.....!!!!!la voce del cantante..mi entra nell'anima................................................
Di' la tua


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