Carlitos Tevez e la crisi del calcio italiano

L’operazione Tevez insegna: il nostro non è più il calcio dei campioni

di Valentina Resta

Pubblicato mercoledì, 1 febbraio 2012

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Titoli di coda. Illusi delusi. Disillusi con una certezza in più. Si chiude così la finestra di calciomercato di gennaio, quella che a chiacchiere avrebbe dovuto portare Carlitos Tevez a Milano, sponda rossonera del Naviglio, ma che vede suonare il gong senza grosse sorprese. Questa volta ho preso una cantonata anch’io. Lo ammetto: avevo creduto all’arrivo dell’Apache al Milan. Mi aspettavo un colpo di scena dell’ultimo secondo. Ci speravo per poter così oscurare quella che, a questo punto, altro non può definirsi se non una vera e propria figuraccia del Milan e, di riflesso, del calcio italiano, in Europa.

Ma per capirne di più bisogna fare qualche passo indietro nel tempo. Precisamente allo scorso 12 gennaio, nato come banalissimo e insulso giovedì e divenuto ora dopo ora ‘the day’, il giorno del clamoroso ménage à trois tra Manchester City, Paris Saint Germain e Milan. Inghilterra-Francia-Italia, per un triangolo che prendeva sempre più forma, lasciando tutti a bocca aperta. Perché nessuno lo aveva previsto, perché non eravamo preparati a veder partire per Parigi Alexandre Rodrigues da Silva, il tanto discusso Pato, croce e delizia di un tifo che lo mette sempre più di frequente sulla ghigliottina tacciandolo di svogliatezza e scarso impegno con la casacca rossonera. E soprattutto perché Galliani era stato chiaro: “Pato non si vende, Tevez andrebbe a sostituire l’infortunato Cassano”.

La redazione era in fermento. Da una parte c’era chi non staccava gli occhi dalla conferenza stampa di Leonardo, in streaming sul sito del PSG, aspettando l’annuncio che si sarebbe poi rivelato essere quello del trasferimento di Maxwell ai parigini. Dall’altra c’era chi monitorava gli sviluppi della trattativa che, a Manchester, vedeva l’ad del Milan Galliani giocarsi le proprie carte per strappare Tevez al City, forte del denaro che si sarebbe da lì a poco ricavato con la cessione di Pato. Le prime pagine dei portali sportivi davano l’affare per concluso, i social network rispecchiavano i malumori degli amanti del Papero, così come l’entusiasmo per l’approdo milanese dell’attaccante argentino. Tutto fatto, insomma.

Neanche per sogno. Pato stoppa tutto. “Il Milan è casa mia, voglio restare”: con un comunicato ufficiale sul sito del club rossonero, l’attaccante – si scoprirà poi appoggiato dal patron del club Berlusconi - interrompe sul più bello ogni trattativa. Il sorriso sulle labbra di Leonardo lascia il posto all’amarezza per un’operazione già bella che inscatolata. Se la ride poco anche Galliani, costretto al rientro a Milano proprio a causa del repentino ripensamento del giovane Alexandre.

“Milioni di euro sfumano per i capricci di un ragazzino?”, diventa il leitmotiv. “Ma che figura ci fa il Milan in questa storia?”, prosegue la cordata pro-Tevez in rossonero. Una brutta figura, rispondo io. Ma ci sarà sicuramente qualcosa che non ci dicono. Alla fine l’affare si farà, Galliani non è uno sprovveduto, non rischierebbe di mettersi in ridicolo davanti all’intero continente se non avesse un asso nella manica! Tevez non ha dubbi, vuole solo il Milan, non si lascia adescare dalle faraoniche offerte degli sceicchi per rincorrere il blasone del club più titolato al mondo. Ma quanto durerà? Il fascino del prestigio rischia di soccombere di fronte allo strapotere economico degli altri paesi europei.

31/01/2012, ore 19: scatta l’ora x, si chiude il calciomercato. Pato rimane al Milan, Tevez non si muove da Manchester. Non so se rassegnarmi anch’io all’ormai radicata convinzione che il calcio italiano non possa più, in alcun modo, permettersi i grandi nomi, i top player di caratura mondiale. Quel che è certo è che la nostra immagine esce a pezzi dalla vicenda. Che si tratti di Milan, Inter o Juventus poco cambia. Gloria e blasone riusciranno a salvarci dalla rovina?
Tag:  Pato, Tevez, calciomercato, Milan, Manchester City, Paris Saint Germain, Milan, Galliani, crisi

Commenti

01-02-2012 - 10:14:06 - Paolo
Purtroppo Valentina hai ragione ad avere paura. Stiamo inanellando una figuraccia dietro l'altra!
01-02-2012 - 10:26:28 - Robi
La figuraccia l'ha fatta galliani
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