Cassano, nuovo giro, nuova corsa!

Dopo una sola stagione in maglia nerazzurra Antonio Cassano fa i bagagli direzione Parma. Chi sbaglia? Lui o chi continua a investire sul calciatore?

di Valentina Resta

Pubblicato martedi, 9 luglio 2013

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Se con me sbagli una volta è colpa tua, ma se sbagli due volte la colpa è mia. Perché quindi prendercela con Antonio Cassano? Non lo incontriamo oggi per la prima volta. Conosciamo di lui il genio e la sregolatezza. Conosciamo meglio la sregolatezza a essere onesti. Lo vediamo volare come un’ape di fiore in fiore con la disinvoltura di chi non ha niente da perdere, ma neanche da guadagnare.

Antonio Cassano è un privilegiato, che fa un lavoro da privilegiato, retribuito da privilegiato, non dimentichiamocelo mai. Perché dannarsi per far andare bene le cose se qualcuno è sempre pronto a offrirti una possibilità?

Ho cambiato io stessa prospettiva con Cassano. Non attendo fremendo le sue conferenze stampa a caccia di informazioni e provocazioni succulente. Me le aspetto. Arrivano sempre. Le trovo scontate, ormai poco interessanti. Perché ne scrivo quindi? Forse per mettere un punto definitivo sulla questione o forse per far passare un messaggio, che è lo stesso del mio incipit: se con me sbagli una volta è colpa tua, ma se sbagli due volte la colpa è mia.

L’errore questa volta si accinge a commetterlo il Parma, dopo Roma-Real Madrid-Sampdoria-Milan e Inter. Un errore calcisticamente pure comprensibile, perché del calciatore che di cognome fa Cassano non si può certo dir male. Ma pur sempre un errore. Perché se neanche il lustro dei club più ricchi e rinomati al mondo è servito a qualche cosa, non ci aspettiamo certo che in un contesto come Parma Antonio possa rinsavire.

Nella sua trappola ci son caduta anch’io due anni fa credendo che a Milano, sponda Milan, il fantasista barese avesse trovato un suo equilibrio e il trampolino per una definitiva maturazione, complice il serio intervento al cuore cui si era sottoposto e l’affetto derivatone e mai celato da parte del pubblico rossonero.

Sbagliavo io, così come sbagliava l’Inter un anno più tardi. “Sono finalmente arrivato nella mia squadra del cuore. Sopra il cielo c’è solo l’Inter”, ripeteva Antonio, facendo gongolare i sostenitori nerazzurri tanto quanto inviperire quelli milanisti. Nemmeno una stagione, giocata peraltro a mio avviso anche a buoni livelli se si considera solo il contributo individuale apportato da Cassano alla squadra, ed ecco che il bagaglio è pronto per un nuovo viaggio.

Da Parma un monito: “A Milano ero solo di passaggio, casa mia è Genova”.

Calo il tris: se con me sbagli una volta è colpa tua, ma se sbagli due volte la colpa è mia.
Tag:  Antonio Cassano, Parma, Inter, colpa

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