Cassano cuore ingrato

Perché uomo e professionista non vanno di pari passo? Estate agli sgoccioli, si riparte con il calcio giocato e, purtroppo, parlato

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Si riparte. Con pochi soldi e poche idee. Ma tanta voglia di calcio. Ancora qualche giorno e i giochi saranno fatti. Domani, 31 agosto, scade il termine ultimo di un mercato che non è stato dei più entusiasmanti per i club italiani. Come dicevo pochi soldi, poche idee. E quelle poche espresse male.

"Sopra il Milan c'è solo il cielo. Sopra il cielo c'è l'Inter". Un poeta il nostro Antonio Cassano, uno che dice quello che pensa. Anzi no, uno che "se pensa quello che dice...", per riprendere una delle tante, troppe perle dispensate: le cassanate. Tutto il calcio ruota intorno al denaro, i sentimentalismi sono pane per i denti di pochi, i miei certamente, e bla bla bla: tutto ridondante, estremamente banale, trito e ritrito, eppur sempre così maledettamente reale. Ma l'irriconoscenza, quella proprio non riesco a liquidarla con disillusa rassegnazione. L'ingratitudine tira fuori il peggio di me.

Altro che libertà d'espressione! Ci sono situazioni che mi portano a pensare che l'uso della parola dovrebbe essere limitato se non addirittura proibito. Ma come? Sei arrivato a Milano dopo essere stato malamente cacciato nell'ordine da Roma, Madrid, Genova. Un'eterna promessa, ma di tituli - direbbe Mourinho - pochi. Sotto la Madonnina l'operazione al cuore e una città ai tuoi piedi, pronta a sostenerti, ad aspettarti e ad aiutarti a rimetterti in piedi per difendere i colori azzurri agli Europei. E tu come ripaghi tanta disponibilità e apertura? Chiedi di essere ceduto, vai all'Inter e parli? Vaneggi, accusi, punti quel dito ingrato? San Siro ti risponde così: "Cuore ingrato".

Cassano non è il primo e non sarà l'ultimo. Il tifoso interista ancora oggi non nasconde una comprensibilissima irritazione al solo ricordo di un Ronaldo idolatrato, curato, atteso e poi visto esultare con indosso i colori rossoneri. E l'elenco è, ahimè, lungo, molto lungo.

Perché? Perché uomo e professionista non riescono ad andare di pari passo? Che bisogno c'è di macchiare l'immagine, il ricordo, anche solo l'idea di chi non soltanto ti rispettava, ma ti ha mostrato un affetto sincero?

Le mie domande non troveranno mai una risposta. Ma vanno fatte. Anche solo per pensare e dare a mia volta modo di riflettere.

"L'ingratitudine è sempre una forma di debolezza. Non ho mai visto che uomini eccellenti fossero ingrati". 
Johann Wolfgang Goethe
Tag:  Cassano, ingratitudine, Milan, Inter

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