Condanne, giudizi e la presunzione d’innocenza

Calcioscommesse, facili condanne mediatiche e il dramma di Luca Toni

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Potendo scegliere, evito di raccontarvi storie tristi, sforzandomi di scovare spunti, talvolta anche polemici, che stimolino il dibattito e che in qualche modo possano farvi riflettere sul buono e il cattivo dello sport.  È molto più nelle mie corde discutere che limitarmi a riportare un fatto. Ma quest’annata sportiva, purtroppo, ci ha fornito tragedie in serie sulle quali mi è risultato spesso difficile argomentare. Siamo soltanto a giugno, e visto l’andazzo degli ultimi mesi, sembra che per le brutte notizie la parola fine sia un miraggio.

Un dramma colpisce Luca Toni e la sua compagna Marta Cecchetto, che perdono il loro bambino proprio nel giorno della nascita. "Quello che doveva essere il giorno più bello della nostra vita si è trasformato nel peggiore. Il nostro bambino ci ha lasciati prima di vedere la luce. Chiediamo a tutti comprensione e silenzio nel grande dolore che deve essere solo mio e di Marta". Le parole dell’attaccante dell’Al Nasr di Dubai non possono certo lasciare indifferenti, ma uno stimolo di dibattito tutta questa storia me lo fornisce.

Perché negli atti dell’inchiesta della Procura di Cremona - il tema caldo è sempre il calcio scommesse - sono contenute intercettazioni che disegnano un tentativo di estorsione del giocatore del Genoa Beppe Sculli e del pregiudicato bosniaco Safet Altic proprio nei confronti di Luca Toni.

Stando agli stralci pubblicati, Beppe Sculli, nel corso delle telefonate, sosteneva di essere in possesso di alcune foto compromettenti di Toni, grazie alle quali tenerlo in pugno. Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli, né è stato possibile contestualizzare e ricomporre i pezzi del puzzle in maniera più sensata e comprensibile, ma resta il fatto che una notizia del genere non poteva certo lasciare tranquilli Luca Toni e Marta Cecchetto, prossimi a diventare genitori.
 
Non mi permetterei mai di collegare i due fatti, non dal basso della mia ignoranza, o di lanciare accuse dalle quali, ora come ora, non saprei difendermi nella maniera più corretta.  Ma mi chiedo, come me lo chiedevo lo scorso anno o nel 2006, quanto sia giusto pubblicare e lasciare filtrare intercettazioni, lanciare in pubblica piazza vere e proprie bombe ad orologeria senza prima aver condannato qualcuno.

Ipotizziamo ad esempio che Sculli in questo caso, come molti altri prima di lui, si sia reso artefice di pura millanteria. Ipotizziamo che si sia inventato di tenere sotto scacco Toni per tranquillizzare Altic circa i loro affari. Ipotizziamo che, quindi, nulla sia vero. Può una notizia del genere lasciare indifferente Luca Toni? E, ancor più, la sua compagna incinta, nel momento della vita in cui necessiterebbe della maggiore tranquillità? Io dico di no. Se leggessi su un giornale, o se più verosimilmente – nel caso della Cecchetto – qualcuno mi riferisse che il mio fidanzato è oggetto di simili intercettazioni, pur nutrendo la massima fiducia nei suoi confronti, il dubbio mi sorgerebbe.

Con questo ribadisco l’assoluta non volontà di associare il calcioscommesse alla prematura scomparsa di un bambino. Rifletto e invito a riflettere, a questo si limita il mio compito... nel farlo vi ricordo che la presunzione d'innocenza è sancita nella Costituzione Italiana, la quale recita all'articolo 27, comma 2 che «l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva».
Tag:  Calcioscommesse, Luca Toni, Marta Cecchetto, dramma, intercettazioni telefoniche, Beppe Sculli, presunzione di innocenza

Commenti

03-06-2012 - 10:06:05 - Paola
Completamente d'accordo!
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