Diavolo allo sbando, Galliani lascia!

Adriano Galliani lascia il Milan dopo 27 anni, club allo sbando. Da chi e cosa ripartire?

di Valentina Resta

Pubblicato sabato, 30 novembre 2013

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“Va bene il cambio generazionale, ma non così, con più eleganza. Lascio per giusta causa, mi dimetterò con o senza buonuscita”.

Nessun rispetto. L’addio di Adriano Galliani al Milan mi lascia interdetta. Non condivido i modi, trovo assurdi i tempi. Ma può una relazione professionale e anche sentimentale, perché in fondo pure di questo si tratta, esaurirsi così dopo ventisette anni? Può un’acerba ventinovenne mettere in discussione uno dei professionisti più affermati non soltanto in Italia ma in tutto l’universo calcio? E può essere assecondata davvero solo per il cognome che porta? Cosa sta succedendo al Milan? Sono troppe le domande che da mesi non trovano risposte esaustive.

Diciamo le cose come stanno. Io gli strumenti per giudicare professionalmente Barbara Berlusconi non li ho, ma sono sotto gli occhi di tutti quelli per valutare l’operato in tanti anni di Milan di Adriano Galliani. Che avrà le sue colpe. Che nelle ultime stagioni ha certamente commesso degli errori di valutazione. Ma che ha fatto il possibile con l’impossibile. Che ha portato a Milano Zlatan Ibrahimovic quando nessuno lo credeva fattibile, che ha permesso il ritorno gratuito di Ricardo Kakà. Che ha dovuto tirare i remi in barca perché il padrone di casa aveva e sembra aver ultimato le risorse. Mettendoci la faccia sempre, anche dovendo negare l’evidenza e rifugiarsi nell’odiosa e odiata celebrazione dei fasti passati.

Poteva fare meglio? Senza dubbio. Poteva fare peggio? Sicuramente. Ma Adriano Galliani non si discute. E se lo si deve fare non è questo il modo. Ma soprattutto non è questo il momento. Non quando non siamo neanche a metà di una stagione più che mai delicata e difficile per il Diavolo, non con dichiarazioni avvelenate, non con fratture interne sbattute in faccia a tutti. Un pregio alla società Milan io l’ho sempre riconosciuto, un savoir faire, una credibilità, una professionalità che permetteva di sanare grane interne senza lasciare filtrare nulla all’esterno. Ebbene, non c’è più neanche questo.

La strada si fa sempre più in salita, i punti interrogativi si moltiplicano, le risposte scarseggiano. Il futuro è un’incognita e viene facile pensare al passato. A quel gennaio 2012, a quel flirt tra Barbara Berlusconi e Alexandre Pato che costò al Milan uno scudetto. Sliding Doors. Sì, nessuno mi toglie dalla testa che se il brasiliano avesse accettato il trasferimento a Parigi e Galliani avesse chiuso l’affare Tevez, oggi sulle prime pagine dei giornali non ci sarebbe l’amministratore delegato rossonero in procinto di fare i bagagli. Magari mi sbaglio, il campo è il solo sovrano. Ma probabilmente quel campionato lo avremmo vinto. Il che forse avrebbe reso lo smantellamento della rosa meno radicale e la ripartenza all’insegna della linea verde più percorribile. Non lo sapremo mai.
Tag:  Adriano Galliani, Milan, Barbara Berlusconi, dimissioni

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