Ibra, Cassano: il lupo perde il pelo ma…

Riflettere prima di parlare dovrebbe essere la regola, per i calciatori è l'eccezione

di Valentina Resta

Pubblicato lunedi, 10 ottobre 2011

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Cassano perde il pelo ma non il vizio.
Ibrahimovic perde il pelo ma non il vizio.
 
Non prendetemi per folle, ma, in certi casi, amo sbagliare, sbattere la testa contro il muro, destarmi dal sonno della routine e cambiare, trasformare. In poche parole: crescere. Crescere non significa certo non commettere errori, ma tentare di non cadere negli stessi di sempre, maturare. L'alibi della giovane età ti accompagna verosimilmente nei primi venti anni della vita, dopodiché, con tempistiche soggettive, scatta l'età adulta. Ma se questa è la regola, come d'obbligo esiste l'eccezione. Ed è in questa categoria che inserisco i calciatori.
 
Per loro il tempo è una variabile scomoda.Tutto permesso, tutto perdonato, nello stesso lasso di tempo in cui il giudizio incombe inesorabile. Penso ad esempio all'eterno ribelle Mario Balotelli, il 'Bad Boy' del Manchester City, protagonista dei gesti più assurdi: dall'intrusione proibita in un carcere femminile alla sparatoria inscenata con una pistola giocattolo.
 
Ma, se in favore di SuperMario gioca la data di nascita, sono due i personaggi che, in maniera assolutamente differente, appaiono ai miei occhi senza giustificazione per quel che dicono e fanno. Tornando all'incipit del discorso, Antonio Cassano e Zlatan Ibrahimovic. 

Che dire del barese? Ne ha combinate, eccome se ne ha combinate Fantantonio! Archiviati gli ormai celebri litigi con arbitri e allenatori, si pensava erroneamente che il fantasista della Nazionale avesse trovato pace e serenità al Milan, complice anche l'evoluzione della sua vita sentimentale, che lo ha visto sposarsi e divenire padre di recente. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, verrebbe da dire. Perché, se in quel di Milanello il comportamento di Antonio è fin qui apparso impeccabile, lo stesso non può dirsi di Coverciano. In pochi mesi già due episodi hanno macchiato la pulita condotta del barese. Prima una sfuriata a un preparatore atletico, improvvisatosi guardalinee per un fuorigioco segnalato durante una partitella di allenamento. Poi, Cassanata di ultim'ora, una litigata con Andrea Santoni, giornalista del Corriere dello Sport, cui il giocatore si sarebbe rivolto, con toni decisamente poco affettuosi, per invitarlo ad allontanarsi dall'area riservata al calciatori. Entrambi gli episodi culminati in tarallucci e vino, ovviamente. È ora di crescere, Antonio!
 
Quanto a Ibrahimovic il discorso cambia.A lui non contesto atteggiamenti infantili, ma l'ingenuità con cui si rivolge alla stampa. Sì, perché frasi assolutamente normali, pronunciate da un qualunque lavoratore stanco e stressato, suonano con la risonanza di un boomerang se a sussurrarle è "Zlatan il mercenario", trasferitosi da Torino (Juventus) a Milano (Inter) allo scoppio di Calciopoli nel 2006, fuggito dalla 'Madonnina' per quel 'mal di pancia' confessato a Eurosport nell'estate 2009, e scappato anche da Barcellona per tornare sul Naviglio rossonero. Le ultime dichiarazioni di Ibra hanno spiazzato i tifosi del Milan e non solo: "Il divertimento è calato molto rispetto a qualche anno fa. Prima mi divertivo molto di più, non ho più la stessa grinta. Una volta rimanevo anche dopo l’allenamento, per giocare e scherzare. Adesso no". Queste le parole dello svedese, neotrentenne che, per molti, lasciano presagire un addio non lontano...
 
Parliamoci chiaro, non c'è nulla di male in questo sfogo. A 20, 30 o 50 anni, a chi non è mai capitato di sentirsi sfiancato, demotivato sul fronte professionale? Ma se a lamentarsi è un plurimilionario che ha fatto del suo hobby, della sua passione più grande, un lavoro, ecco che scatta la polemica. D'altro canto mi chiedo anche come possa un uomo di trent'anni, un professionista inserito in un ambiente notoriamente teso come una corda di violino, non rendersi conto del peso mediatico delle sue parole.
 
Caro Ibra, contiamo insieme: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10... passata ora la voglia di parlare?
Tag:  Cassano, Ibrahimovic, Balotelli, Andrea Santoni, stampa, errori, età

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