Il sottile confine tra giornalista e tifoso

Le due figure possono coesistere, ma solo se ben distinte e finché l'una non invade l'altra

di Valentina Resta

Pubblicato martedi, 27 novembre 2012

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Quando si beneficia di un favore arbitrale grosso come una casa, bisogna semplicemente ammetterlo. Impossibile dare torto al mio amico e collega Andrea. Non solo è da stolti negare l'evidenza, ma peggio è giustificarla. Il rigore che ha deciso la classica di San Siro di domenica sera tra Milan e Juventus in favore dei rossoneri non c'era. E se serve ribadirlo per tranquillizzare chi a questo, e soltanto a questo, si aggrappa per motivare una sconfitta che ha ben altre cause - non ultima i meriti di un Milan grintoso come non lo si vedeva da mesi -  allora lo si ribadisce.

Se la caciara tra tifosi è da tutti accettata e spesso e volentieri stimolata - nei sacrosanti limiti del buon senso- quella che lascia basiti, anche se in Italia ci abbiamo un po' tutti fatto il callo, è quella tra giornalisti. Mesi fa, sollecitata dallo show di Antonio Cassano dal ritiro della Nazionale, scelsi il sentiero della severità nel giudicare un mondo di cui io stessa faccio parte. "Il giornalismo? Gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare, per gente che non sa leggere".

Oggi mi ritrovo spiazzata di fronte a una polemica interna al settore. A duellare i giornalisti sportivi, l'oggetto della disputa i titoli delle prime pagine di due tra i principali quotidiani nazionali. Da una parte Gazzetta dello Sport, dall'altra Tuttosport. Se la prima pone l'accento sulla vittoria rossonera titolando "Svolta Milan. Allarme Juve", l'apertura di Tuttosport accende decisamente i toni,  non solo mettendo in risalto l'errore arbitrale nell'assegnazione del rigore, ma rivangando il passato e virando dritta contro l'Ad del Milan, Adriano Galliani.

"Galliani, mettila sul cellulare".Il riferimento è allo scottante caso Muntari della scorsa stagione. Ricordate tutti il gol regolare non convalidato ai rossoneri nella sfida scudetto tra Milan e Juventus? Galliani ironizzò sulla vicenda dichiarando di aver impostato proprio l'immagine della rete del centrocampista come sfondo del cellulare per non dimenticare. Ma a quanto pare a non dimenticare non è stato il solo. E così, se giornalisti e tifosi juventini - o peggio la combinazione esplosiva tra le due categorie - se la prendono con il quotidiano milanese che, a detta loro pro-Milan, minimizza il fattaccio arbitrale, quelli di fede rossonera (ma non solo) alzano le mani di fronte a un titolo tanto sfrontato.

Non sono completamente d'accordo con chi ritiene che un giornalista debba limitarsi a raccogliere opinioni senza poterle esprimere. Ma sono contraria alla promiscuità. Giornalista e tifoso sono due pedine diverse dello stesso scacchiere. Le due possono coesistere, ma solo se ben distinte e finché l'una non invade l'altra. A quel punto l'equilibrio è irrimediabilmente rotto. E con esso la credibilità, essenza stessa del giornalismo.
Tag:  Milan, Juve, rigore, errore arbitrale, giornalismo, Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Galliani

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