Inter, ce l'hai fatta!

Con la Champions la tripletta è realtà, e la Milano Nerazzurra impazzisce

di Marta Favro

Pubblicato lunedi, 24 maggio 2010

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Tripletta, 3 'tituli', chiamatela come volete: un'impresa storica nel calcio italiano, mai riuscita a nessuno e con non più di cinque precedenti nella storia del calcio europeo: nell'ordine Celtic Glasgow nel 1967, Ajax nel 1972, Psv nel 1988, Manchester United nel 1999, Barcellona l'anno scorso. Milano per una notte si è bloccata. O meglio era un brulicare di gente, bandiere, trombe, lampeggianti e…ambulanze! E c’è veramente da augurarsi che non si sia fatto male nessuno, perché se l’Inter è pazza, sabato notte e fino all’alba a San Siro i suoi tifosi lo sono stati ancora di più. Quello che è certo è che non c’è stato nessun caso di infarto legato alla partita in sé. Per una volta una finale di Champions si chiude senza supplementari, e rigori, e cardiopalma. Perché l’Inter, il match, lo ha gestito comodamente. E nonostante Van Gaal avesse dichiarato che avrebbe messo una squadra all’attacco, l’asssenza di Ribéry si è fatta sentire in un Bayern comunque modesto. E il tecnico olandese non è riuscito mai davvero a pungere. Quasi non si è procurat un calcio piazzato.

Mourinho invece, senza arroccarsi così saldamente in difesa, come era stato accusato di fare, ha mantenuto per 90 minuti il controllo, poi sigillato dalle due perle del solito Milito. E così, in un finegara spumeggiante capitan Zanetti ha sollevato la prima coppa della sua carriera, ormai quasi al termine. E come lui molti altri che sono ritenuti giocatori ‘maturi’ e che probabilmente si giocavano una delle ultime possibilità di strappare un trofeo così importante. Unico neo: l’addio forse un po’..frettoloso e fuoritempo di Mourinho, che virtualmente si prepara già a centrare la sua Triplette personale con tre squadre diverse di seguito.

Moratti non è riuscito a tirare fuori il coniglio dal cappello, ovvero a trattenerlo.E forse il Patron ha ragione dicendo che non è solo una questione di soldi: infatti neanche Mourinho è riuscito, di nuovo, a trattenere le lacrime, segno di una profonda umanità celata sotto la bella corazza del portoghese.

E chissà se Mourinho si presenterà col carrello della spesa proprio nello spogliatoio della sua ex squadra per tentare di accaparrarsi quei Maicon e Milito che gli piacciono tanto (e che ricambiano l’affetto..) Insomma, la Milano nerazzurra non può mai stare tranquilla anche quando vince dopo 50 anni! Ma sinceramente non so quanti avrebbero scambiato con la ‘notte magica’ del 20 maggio, certezze su un futuro che, per antonomasia, nel calcio non può mai essere certo.
 
Tag:  Finale di Champions, Inter, Tripletta, Josè Mourinho, Milito

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