Inter e Juventus: tutti all’asilo

Più acceso che mai il fuoco mediatico sull’asse Milano-Torino, con colpi bassi e polemiche continue

di Valentina Resta

Pubblicato lunedi, 19 novembre 2012

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Milano e Torino, Inter e Juventus, fioccano le iscrizioni all’asilo.

E non per i figli dei calciatori. Passatemi l’ironia, ma il duello mediatico tra le due storiche antagoniste del calcio italiano sta rasentando il ridicolo. Prima la querelle Cassano-Conte, poi la replica della ‘Signora d’Italia’ al presidente nerazzurro Massimo Moratti. Cadute di stile che sicuramente gettano sale a palate su un campionato che sul piano prettamente calcistico sembra avere già individuato la sua regina.

Sebbene il fuoco tra le due società sia vivissimo da tanti anni, le fiammate recenti partono dal primo minuto di gioco di Juventus-Inter del 3 novembre scorso, quando i padroni di casa, reduci da una vittoria molto discussa a Catania (due errori arbitrali favorevoli ai piemontesi), vanno in gol con Vidal in chiara posizione di fuorigioco. Pronti, via, uno schiaffo per l’Inter, giunta a Torino con l’obiettivo di mettere fine all’imbattibilità juventina e di ricandidarsi nella corsa al titolo. I ragazzi di Stramaccioni riescono a ribaltare il match portandosi a casa vittoria, punti e morale, ma la polemica sull’operato del direttore di gara è tutto fuorché archiviata.

In questo clima di tensione ha luogo l’acceso scambio verbale tra i due Antonio nostrani: Cassano e Conte. Il primo che confessa a Fabio Fazio di aver rifiutato le avances bianconere dipingendo i giocatori della Juventus come soldatini. (“Ho detto di no alla Juventus: mi hanno cercato tre volte, ma io non voglio andarci perché loro vogliono dei soldatini che vanno diritto, e io invece voglio girare a destra o a sinistra, uscire dai binari se ne ho voglia. All'Inter sto molto bene, adesso sono sopra il cielo”). Il secondo che, alla dichiarazione del fantasista barese, risponde mettendone in dubbio la moralità. ("Quando dietro all'uomo c'è un quaquaraqua o c'è poca cosa... preferiamo lasciare il giocatore agli altri").

Poteva finire qui? Potevano due adulti risolvere privatamente la questione o lasciar correre? Certo che no! Punto sul vivo, Fantantonio non vuol sentir parlare di moralità da uno che, parole sue, “è stato squalificato per omessa denuncia”. Sì d’accordo, insomma, è Cassano. Uno che “se pensa quello che dice…”, ma Conte non ci sta e dà il colpo di grazia al barese attraverso le pagine del sito della Juventus. L’allenatore si avvale delle Cassanate più celebri – dalle corna all’arbitro Rosetti, all’imitazione di Capello ai tempi del Real Madrid – per giustificare e motivare la sua tesi: Cassano non rispecchia lo stile Juventus. Che poi, dico io, ma anche l’ufficio stampa bianconero, o il responsabile della comunicazione, o chiunque avalli queste iniziative, ma mettere a tacere una polemica tanto sterile no?

E arriviamo a domenica. Inter impegnata a San Siro con il Cagliari. Sul 2-2, nel finale, un rigore non assegnato ai nerazzurri. Massimo Moratti, tifoso ancor prima che patron, si infuria platealmente. “Nella partita contro la Juventus è andato tutto bene a nostro favore, nella partita contro l’Atalanta idem – le parole del presidente nerazzurro - Chiedo a voi se le vedete le partite. Perché io sono di parte, ma questi episodi si stanno ripetendo. Se credo che ci sia qualche disegno? Non vedo alcun disegno, è incapacità. Spero proprio che non ci sia alcun disegno perché è più stupido dell’incapacità. Sono tre partite di seguito che ci troviamo con delle ingiustizie arbitrali e un atteggiamento che ci impedisce di ottenere risultati”.

Siamo d’accordo. Il tifo acceca la ragione. Un presidente, mi verrebbe da dire uno sportivo in generale, ma a maggior ragione un presidente, dovrebbe evitare piagnistei e pubblici sfoghi di rabbia, ben sapendo il peso e il seguito che le sue parole avranno. E magari tenendo conto ogni tanto degli episodi a favore, prima di sparare a zero sugli arbitri. Ma vogliamo parlare della replica della Juventus? Sentitasi chiamata in causa la società torinese pubblica sul proprio portale web la relazione del Procuratore Federale Palazzi dello scorso 1° luglio accompagnata da un inequivocabile NO COMMENT.

Calciopoli, Prescrizione, Giustizia Sportiva: argomenti triti e ritriti affrontati più volte nelle loro infinite sfaccettature. A cosa serve riesumarli a ogni svista arbitrale? All’asilo c’è posto solo per i bambini. Grazie. 
Tag:  Inter, Juve, Cassano, Conte, Moratti, polemiche arbitrali

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