Juve-Inter e la serata del tifo contro

La verità è che sabato sera l'Italia anti-juventina ha sostenuto l'Inter e la fine dell'imbattibilità della Vecchia Signora

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Il calcio è solo un gioco? Andatelo a spiegare all'Italia anti-juventina, svegliatasi domenica mattina con un senso di liberazione per alcuni - probabilmente a ragione - patetico, ma allo stesso tempo per altri - sempre a ragione - autentico e comprensibile.

Questo sport vive di luoghi comuni e difficilmente se ne separa. E così, nell’enciclopedia del tifo contro, la Juventus è colei che si avvantaggia delle sviste arbitrali, e la bomba Calciopoli ha contribuito non poco a rafforzare il concetto già radicato.

L'Inter è il team dei 'piangina', così dicono a Milano. O, almeno, lo era fino al 2006 quando, a dispetto degli infiniti capitali investiti sul mercato da parte del suo irriducibile presidente Massimo Moratti, di tituli, per parafrasare Mourinho, il Palmares nerazzurro non ne vedeva neanche col binocolo, ma di pianti, di quelli sì che ne vedeva tanti.

Il Milan, invece, è un vecchio Diavolo povero e malato, impegnato ad auto-elogiarsi come club più titolato al mondo e ad auto-crogiolarsi in questo status rendendosi spesso ridicolo sul campo, unico luogo che davvero conti, bruciando il presente in nome di un passato glorioso.

L'intrecciarsi di luoghi comuni e fatti reali ha scatenato nell'ultimo decennio in Italia una vera e propria guerra mediatica tra le tre regine, battaglia che ha visto coinvolti sia i tifosi che gli addetti ai lavori. Esiste un'era pre-2006, che vede la Vecchia Signora e il Milan –- protagonista per lo più in Europa - spartirsi, con un'alternanza favorevole alla Juventus e con un paio di comparsate delle romane, i campionati a danno dell'Inter, con il sospetto di quest'ultima - ma non solo - circa la legittimità delle vittorie bianconere. C'è poi l'età post-2006, quella del monopolio nerazzurro sul calcio italiano, della retrocessione in Serie B della Juventus e del ridimensionamento del Milan. Dominio, sancito dal Triplete 2010, che si interrompe nella stagione 2010-2011 con il tricolore vinto dai rossoneri di Allegri. Prima di cedere il passo nuovamente alla Juventus che, sotto la guida di Antonio Conte, apre un filone di ben 48 partite utili consecutive, rotto soltanto sabato sera.

La serata del tifo contro, la ribattezzerei. Sì, perché per quanti fatichino ad ammetterlo pubblicamente e si limitino ad annuire o a sussurrarlo a bassa voce, la verità è che sabato sera quasi tutta l'Italia anti-juventina – sì, anche i milanisti - ha esultato ai gol di Milito e Palacio, che con un 3-1 di fronte all'attonito pubblico dello Juventus Stadium, hanno interrotto l'imbattibilità dei piemontesi, riconsegnando al paese - forse - un campionato una tacca più equilibrato. Una vittoria dai toni ancor più roboanti se si considera che dopo meno di un minuto i padroni di casa si erano portati in vantaggio con un gol in fuorigioco, il secondo consecutivo dopo la tanto discussa trasferta di Catania (gol regolare dei siciliani annullato, gol irregolare dei bianconeri convalidato).

E rieccoci quindi ai luoghi comuni. Non sono una seguace del tifo contro, ma lo riconosco talvolta inevitabile e ne cado io stessa vittima. Sarà che quella attuale non è una delle Juventus più simpatiche degli ultimi anni, mediaticamente parlando. Sarà che a pensar male si fa peccato ma difficilmente ci si sbaglia e il ripetersi costante di sviste arbitrali in una sola direzione contribuisce all'acuirsi di tale antipatia, da sottolineare frequentemente infondata e dettata dalle disgrazie del passato. Aggiungiamoci che la crisi mondiale sta colpendo anche lo sport, con il pallone nostrano in prima linea. Ne consegue un clima tutto fuorché sereno, il cui figlio si chiama TIFO CONTRO.

Al bando l'ipocrisia. Liberi tutti!
Tag:  Juve, Inter, Torino, tifo contro, Italia anti-juventina, Vecchia Signora

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