Milan, chi ci mette la faccia?

Rossoneri in crisi inarrestabile, ma nessuno si prende la benché minima responsabilità

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Mille euro al mese, centesimo più centesimo meno. Otto faticose ore di lavoro quotidiano. Una penna che non cade mai all’orario prestabilito. Si riassume così la routine di ognuno di noi, con picchi verso l’alto o il basso inevitabili. Se sbagliamo paghiamo, con tutte le eccezioni del caso. Se sul lavoro commettiamo grossi errori ci arriva persino una lettera di richiamo. Alla terza consecutiva rischiamo il licenziamento. Noi.

Milioni di euro all’anno, centesimo più centesimo meno. Anni di fasti, il lavoro più bello del mondo, direbbero in tanti. Se sbaglia non paga mai. Massimiliano Allegri.

Il club più titolato al mondo. Un passato glorioso da difendere e alimentare così che un domani anche l’oggi lo sia altrettanto. Una dirigenza allo sbando incapace di prendersi le responsabilità dei propri sbagli. Un immobilismo che assorbe gran parte delle colpe. Il Milan.

Ho sviscerato dozzine di volte l’argomento, sul quale oggi rifletto da un’altra prospettiva. Una prospettiva che non cancella né affievolisce minimamente le responsabilità di un allenatore mediocre e indegno di un club del blasone del Milan ma che, anzi, aggiunge un carico da novanta su una società che finge di non vedere, che si benda gli occhi di fronte al disastro sportivo irreparabile che va maturando domenica dopo domenica, che perde via via di credibilità agli occhi di tutti. Ma perché il Milan non esonera Allegri? Se ce ne rendiamo conto noi, perché non loro? Ci basta un rapido check ai numeri di questo tecnico per capire che da quattro anni sbaglia tutto lo sbagliabile in avvio di campionato. Con un controllo più approfondito, ma neanche più di tanto, scopriamo che negli ultimi due i numeri del girone di andata sono da retrocessione. E’ sufficiente guardare una partita per capire che questo allenatore non è in grado di dare un gioco a un gruppo di ragazzi certamente qualitativamente al di sotto della soglia che ritengo una squadra come il Milan debba sempre garantire, ma che in fondo non sono nemmeno così brocchi. Non c’è gioco, non c’è carattere. Solo giocatori allo sbando senza bussola, senza punti di riferimento.

Non è solo colpa sua, non è tutta colpa sua, è colpa di una campagna acquisti priva di ogni senso logico, è colpa dei singoli che scendono in campo inconsapevoli del valore della maglia che indossano, e una qualunque persona informata e dotata di buon senso lo riconoscerà. Ma è anche colpa sua. E se sradicare i dirigenti dalle loro poltroncine appare impresa più ardua, nel calcio come al di fuori, cominciamo dai pesci piccoli. Ma cominciamo! Inseriamo il primo tassello nel puzzle, nel rispetto di quelli lì sopra, quelli del paragrafo uno, che nei mille euro al mese ci fanno rientrare anche abbonamenti e pay-per-view. 
Tag:  Milan, Massimiliano Allegri, campionato, esonero, colpa

Commenti

05-11-2013 - 13:16:31 - laura
sottoscrivo ogni sillaba!
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