Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

La Juventus rivendica la terza stella, quando mancano 4 giornate alla fine e tutto è ancora possibile

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Chi si meraviglia ancora dell'opinione che il resto del mondo ha dell'Italia è un pazzo. Lo è guardando a problemi e situazioni decisamente più critiche e rilevanti di tutto ciò che ruota attorno al pallone, lo è nel microcosmo calcio.
 
Noiosa, forse. Tifosa, anche. Illusa e sognatrice, sicuramente. A me non disturba discutere ancora oggi di Calciopoli, perché è facile chiudere e riaprire cassetti a piacimento. E questo cassetto, Inter da una parte e Juventus dall'altra, finiranno per spaccarlo.
Contraria al concetto stesso di prescrizione, ritengo che un punto definitivo sull'intera vicenda non sarebbe così difficile metterlo. Basterebbe un pizzico di buon senso, e dignità QB, quanto basta.
 
Perché torno sul tema rovente? Semplice, perché invece che vivere a pieno il rush finale che vede la Juventus mai così vicina al tricolore, sul campo assolutamente e innegabilmente meritato, la Vecchia Signora sembra avere altro per la testa. Quello che, in caso di vittoria, verrebbe cucito sulla maglia bianconera: lo scudetto numero 28 o 30?
 
L'albo d'oro dice 28. Ma quest'anziana femmina, ancora amareggiata e ferita, non ha alcuna intenzione di rassegnarsi all'idea che sulla divisa non compaia la terza stella, quella che rappresenterebbe la conquista del titolo numero 30. 30 come i campionati vinti - diamo per assodato che in quattro giornate non ci siano colpi di scena? Io ci andrei cauta - sul campo dalla Juventus, punita nel 2006 con la retrocessione in serie B e la revoca degli ultimi due titoli portati a Torino: quello dell'annata 2004-2005, mai riassegnato, e di quella successiva, 2005-2006, consegnato con tanto di fiocco rosso a un'Inter che, si è appurato in tempi più recenti, non ne avrebbe probabilmente avuto diritto perché resasi protagonista, seppur in modi e percentuali decisamente differenti, di comportamenti tutt'altro che limpidi e lineari.
 
E se i nerazzurri rivendicano quel tricolore, allontanando con forza anche la sola ipotesi di rinunciarvi, i bianconeri non ci stanno e chiedono di poter cucire la terza stella sulle magliette della prossima stagione.
 
Ma la cosa più spiacevole non è neanche questa sconsiderata richiesta, che peraltro non rappresenta un caso isolato dato che lo Juventus Stadium riporta trionfalmente i 29 scudetti, ma la risposta del presidente della Figc Abete che, invece di zittire sul nascere qualunque infantile rivendicazione formale, apre spiragli. "Se si porrà il problema ne discuteremo stando attenti al rispetto delle regole. Non è il momento di parlarne". Se la Figc concedesse alla Juventus questa opportunità, si creerebbe un precedente pericolosissimo. A quel punto l'anarchia generale prenderebbe il sopravvento. Ti sembra il caso, carissimo Abete? Non abbiamo già inanellato una figuraccia dietro l'altra negli ultimi anni? A te, purtroppo, il responso.
 
Chiudo con un monito del Trap. "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco".
Chi ha orecchie per intendere lo faccia, e subito. 
Tag:  Juve, scudetto, terza stella, calciopoli, Abete, Inter, Figc

Commenti

27-04-2012 - 13:35:43 - Andrea
Veramente il modo di dire è: "Non dir quattro se non l'hai nel sacco". http://faustoraso.blogspot.it/2010/05/non-dire-quattro-se-non-lhai-nel-sacco.html Non dire gatto... è un'invenzione di Trapattoni. Visto l'articolo a sfondo calcistico credo che l'autrice volesse citare il famoso Trap Nazionale. Sbaglio?
01-05-2012 - 13:24:26 - anonimo
Veramente io ho sempre sentito dire: "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco" e certamente NON è un'invenzione di Trapattoni! Ma scherziamo?!
01-05-2012 - 14:33:00 - Cocca
Anonimo, prova a digitare su google: "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco". Salta così subito all'occhio il nome dell'autore - non anonimo e tra i + recenti e famosi - di questa interpretazione del vero proverbio :-)) Se poi ce ne sono stati tanti altri nei passati decenni, be'; non me ne stupirei nel nostro bel paese (non il formaggio, ovvio, che qua è meglio precisare bene ogni singola parola :-) Ma il proverbio, l'originale, è un altro...
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