Non puoi capire, il calcio è cuore

Fango e scommesse nel calcio odierno. E un esempio, Piermario Morosini

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"Non puoi capire". Ho smesso di contare le volte in cui mi sono innervosita perché zittita da questa tagliente sentenza. Mi succedeva spesso in passato, e ho sempre pubblicamente, e neanche troppo velatamente, mal giudicato la presunzione della critica a priori. Ma adesso anch'io comincio a ergermi a giudice del non giudizio.

Quando l'IO tifoso viene a galla lo fa in maniera scomposta, talvolta spiacevole, ma pur sempre appassionata. La professione che ho scelto richiede un'ovvia - ma non scontata - imparzialità, premessa complicata con cui interagire quotidianamente. Ma ci sono i pomeriggi o le grandi serate in cui svesto i panni della giornalista indossando quelli della tifosa, ed è in questi momenti che mi riscopro nuova, diversa, a tratti profonda o superficiale, nervosa o impacciata, in definitiva emozionata. L'emozione è per natura incontrollabile, anche se c'è chi si esercita a tenerla a bada. A me piace eliminare ogni freno quando mi concedo il piacere personale dello sport. E alla mia amica Silvia, che con sguardo tra l'attonito e il disgustato, mi chiede come io possa soffrire tanto per una partita di calcio, rispondo "non puoi capire". Sì, proprio io che detestavo quella presunzione di superiorità.

"Non puoi capire", me lo ripeteva in continuazione Andrea, indomabile sostenitore del Bari, pronto a tutto per seguire la sua squadra, in massima serie come in cadetteria, inanellando sconfitte senza mai perdersi d'animo. E aveva ragione, non potevo capire. Così mi sono fermata, l'ho ascoltato a lungo, fino a che non ho capito. E per farlo capire anche a voi, vorrei condividerne il breve ma intenso sfogo.

Andrea è sconvolto.Sconvolto dall'ondata di calcio-scommesse che getta nuovo fango sul pallone nostrano, e che vede coinvolto uno dei suoi miti, Masiello, reo di aver segnato un'autorete in cambio di denaro proprio nella regina delle partite, il derby pugliese Bari-Lecce. Sconvolto dalla prematura morte del giovane Piermario Morosini, scomparso a soli 25 anni sabato a Pescara.
 
Andrea: "Non potete capire, é vero. Perdere un derby per un tifoso barese è di per sé un incubo, la rivalità con il Lecce è alle stelle, è viscerale. Uscire sconfitti dal campo con gli ‘odiati’ salentini perché un calciatore di 25 anni che veneravi (A. Masiello) segna un autogol e scoprire, soltanto a distanza di mesi, che lo stesso Masiello aveva truccato quella partita per 230 mila euro, è una vera e propria batosta. Dall'altra parte c'è un altro calciatore di 25 anni (P. Morosini) che su un campo di calcio ci ha lasciato per inseguire un sogno. Da tifoso alterno lacrime di rabbia e frustrazione, perdo e ritrovo continuamente le parole. Dico 1000 volte grazie a Piermario Morosini e a chi come lui ci fa vivere una passione stupenda come quella del calcio. Dico basta a calciatori come Masiello, che mi auguro non mettano più piede su un campo di calcio perché, invece che a pallone, hanno giocato con i sentimenti dei tifosi. Sentimenti che non possono capire". 
Tag:  Morosini, Masiello, calcio, scommesse, Bari-Lecce

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