Povero Diavolo, che pena mi fai

Tre punti in altrettante giornate. Un capro espiatorio: Massimiliano Allegri

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Senza filo e con un ago ammaccato, come può un sarto cucire? Ricordo come fosse ieri la querelle Berlusconi-Zaccheroni e lo striscione esposto a San Siro dalla Sud nel 2000 in difesa dell'allenatore. "Con la stessa stoffa il sarto l'anno scorso ha cucito lo scudetto", la risposta della Curva rossonera alle dichiarazioni rilasciate giorni prima dal patron, che aveva dipinto Zac come un sarto incapace di tessere la buona tela a disposizione.

Dodici anni dopo ci ritroviamo in prima fila, incollati a uno schermo che trasmette il remake dello stesso film. Cast immutato, lo Zaccheroni di oggi di nome fa Massimiliano, di cognome Allegri. Di metafore Silvio Berlusconi non ne ha ancora dispensate, ma l'aria che si respira a Milanello, dopo due sconfitte sulle tre partite di campionato disputate dal Diavolo, è tutt'altro che sana.


Appare certo prematuro piantare una croce su un gruppo di ragazzi che, orfani dei due campionissimi della squadra - Thiago Silva e Ibrahimovic - e del carisma dei veterani - Nesta, Zambrotta, Van Bommel, Inzaghi, Seedorf, Gattuso - devono ancora capire come mettere insieme i cocci e diventare un vaso compiuto. Ma il calcio non aspetta, non concede occasioni, promuove o condanna, non conosce vie di mezzo.

E se il compito di mettere insieme i cocci è dell'allenatore, sarà lui ovviamente il primo - e probabilmente il solo - a saltare. La sensazione è che l'esonero sia dietro l'angolo. Un angolo dalla musichetta tanto familiare ai cuori rossoneri, quella della Champions League, che risuonerà sul prato verde del Meazza martedì sera. Fallire anche l'appuntamento con l'Europa risulterebbe fatale al Conte Max, che può contare sul solo appoggio di Adriano Galliani e di una fetta del pubblico, ma non si sa bene fino a quando...

Tornando all'incipit, come può un sarto cucire senza filo? Quella rossonera è apparsa a tutti come una campagna acquisti all'insegna del "ndo cojo cojo". Nessuna traccia di progettualità, nessuna costruzione dalle fondamenta, nessun ciclo da riaprire. Pedine acquistate a casaccio al mercato del pesce gli ultimi giorni, quando il pesce puzza e non si può far altro che liberarsene a basso costo. Ma il pesce è stato comprato, capito Max? Ora sta a te cucinarlo!

L'anno scorso ti hanno promesso Mister X, quest'estate ti cantavano Venditti. "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". Kakà non avrebbe certo spostato gli equilibri di una squadra senza anima, ma avrebbe forse riportato un flebile sorriso a un ambiente svogliato e più che mai rassegnato. Quando già pregustavi - e con te quelle povere bestie dei tifosi - il ritorno di Ricky, ti hanno fatto saltar fuori il misterioso fiscalista spagnolo. Quello che, dopo due mesi di possibilismi, spunta come un fungo a una settimana dalla chiusura dei giochi, scrivendo la parola fine su un affare di fatto mai nato. Insomma, di cosa ti vuoi lamentare?

Facili ironie a parte, mi ritrovo a difendere un allenatore di cui non sono affatto estimatrice. Che non ritengo all'altezza del Milan. Che ha vinto il campionato del "ciapa no" e perso quel che aveva giù cucito sul petto. Allegri non mi piace. Ma è davvero colpa sua?
Tag:  Milan, crisi, Massimiliano Allegri, calciomercato, sconfitta

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