Siamo uomini, non animali

Delio Rossi, allenatore della Fiorentina, alza le mani su un suo giocatore in panchina

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Siamo uomini, non siamo animali. Qualcuno lo spieghi cortesemente a Delio Rossi. Quanto avvenuto mercoledì sera al Franchi di Firenze è, a dir poco, incredibile.
 
Siamo al minuto numero 32 della prima frazione di gioco di Fiorentina-Novara, terzultimo turno di un campionato che ha rimescolato per l'ennesima volta le sue carte. La Viola è sotto di due reti contro un Novara con un piede e mezzo nella fossa. Serve infatti una particolare combinazione di risultati per lasciare accesa una minuscola fiammella di speranza di sopravvivenza in serie A ai piemontesi. Delio Rossi lancia nella mischia Olivera, al posto del deludente Ljajic, per provare a ribaltare il risultato e mettere una seria ipoteca sulla salvezza, obiettivo inimmaginabile a inizio stagione. Fin qui, tutto regolare. Certo non ci si poteva aspettare quello che è accaduto una manciata di secondi dopo la sostituzione.
 
Il fantasista serbo, evidentemente contrariato, raggiunge la panchina della Fiorentina e rivolge un applauso ironico, probabilmente condito da qualche parola di troppo - illegibile agli occhi delle telecamere - al suo allenatore. Non è il primo caso e non sarà l'ultimo: quante volte ci è capitato di assistere a reazioni scomposte dei giocatori sostituiti? Reazioni che, in fondo, fanno parte del gioco, e che, seppur condannabili perché irrispettose, denotano attaccamento alla maglia e alle sorti della squadra. Quel che è inspiegabile e ingiustificabile è la pronta risposta di Delio Rossi, che si avventa su Ljajic e gli rifila cazzottoni in serie. (il video)
 
Sul momento mi è scappata una risata istintiva e - il paragone è volutamente forzato - mi è saltato alla mente il celebre siparietto infarcito di schiaffoni di "Vieni avanti cretino". Da buona 'Social Media victim' mi sono fiondata su Twitter, dove il dibattito più acceso sull'argomento si era subito scatenato. Commenti di sgomento, giudizi severissimi, condanne inappellabili affossavano il tecnico della Fiorentina che, come prevedibile, di lì a poco è stato esonerato. "Dispiace per Delio Rossi - le parole del patron Della Valle - ma era l'unica decisione da prendere".
 
Indubbio. Quel che resta è però un'altra pietra della vergogna nel calcio nostrano. Come possiamo anche solo pensare a una lotta contro la violenza negli stadi - i fatti di Genova sono nel primo cassetto della memoria, pronti all'uso - se persino un allenatore, un uomo di 52 anni, si permette di alzare le mani a un suo giocatore?
 
Rossi si pentirà - sono pronta a scommettere che il rimorso lo abbia consumato per tutta la serata - e lo farà per i prossimi tre mesi, vista la squalifica inflittagli dal Giudice Sportivo. E nessuno, io per prima, intende condannare oltremisura la persona. Ma il gesto, quello sì. Finto moralismo? Sono pronta a ribattere alle facili accuse di buonismo.Siamo uomini, non animali. 
Tag:  Delio Rossi, Fiorentina-Novara, Ljajic, scazzottata, Della Valle

Commenti

03-05-2012 - 18:01:24 - anonimo
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