"La Giostra": un cortometraggio proiettato nel futuro

Le potenzialita' di macchine fotografiche digitali applicate al cinema e alla sperimentazione portano alla crazione di opere davvero interessanti

di Elena Maria Manzini

Pubblicato lunedi, 11 ottobre 2010

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“La Giostra” è un cortometraggio visivamente sorprendente. Lo spettatore si sente risucchiare dalle immagini di grande forza suggestiva e gira la giostra della vita del protagonista che perdendo il contatto con la realtà, ritrova se stesso. Infatti il titolo dell’opera sottintende un percorso circolare creato dal regista e autore, Luigi Alberton, che racchiude una grande verità: per vivere il presente si deve comprendere il proprio passato.

Davide è un giovane pittore che ha un’immagine impressa a fuoco nella mente, ma non riesce a risalire alla sua provenienza: una giovane donna dallo sguardo triste cammina per le calli veneziane. C’e’ un filo di acciaio che lo lega a questa visione e che gli stringe il cuore, nulla sembra dargli sollievo, nemmeno dipingerla senza sosta. Allora la Giostra gira e lo riporta indietro, oppure in un mondo parallelo, e Davide si accorge di conoscere questa donna da sempre e per sempre.


Facciamo due chiacchiere con il regista e autore del corto, Luigi Alberton:

EM: Tu hai riconosciuto il valore aggiunto di girare con macchine fotografiche digitali già nel 2009. Come ti sei trovato con questo mezzo e quali saranno secondo te i mezzi del futuro?
La sperimentazione delle Canon EOS 5D Mark II è stata una parte fondamentale della ricerca. La possibilità di utilizzare un’ampia gamma di ottiche fisse ad alta definizione ha dato spazio alla ricerca sul colore, la luce, la resa pittorica, la tridimensionalità, la profondità di campo. Confrontarsi con le potenzialità e i limiti delle reflex è diventato uno stimolo alla nostra creatività e alla ricerca espressiva. Ne è risultato uno stile narrativo simile per pulizia ed equilibrio al cinema degli Anni Cinquanta.
Le fotocamere reflex digitali sono strumenti dalle enormi potenzialità, con una resa di qualità cinematografica, ma economicamente accessibili a tutti. Una preziosissima opportunità di “democratizzazione” dell’arte cinematografica che, mi auguro, darà la possibilità di emergere a coloro che hanno idee, progetti e talento, perché sarà possibile realizzare produzioni indipendenti con budget limitatissimi. E che sarà, mi auguro, un volano per ricerca espressiva, la cultura dell’immagine, la sperimentazione.


EM: Qual è il messaggio che vuole trasmettere il tuo film riguardo alla condizione femminile?
Nel film le protagoniste femminili (compreso il personaggio sonoro che interpreta le canzoni) sono espressione di valori positivi: sono loro a prendere l’iniziativa e a trovare il modo di venire in soccorso al protagonista maschile, nel passato come nel presente.
La donna ha in sé una dimensione generatrice ed educativa, un’intelligenza di vita che supera le logiche “maschili” di predominio e sopraffazione. Sono questi valori di vita che possono incidere nella realtà e portare a un cambiamento rivoluzionario: un cambiamento del pensiero, delle scelte, dei comportamenti individuali e sociali. Saranno le donne ad aprire una nuova prospettiva per l’umanità. È questo il messaggio.

EM: La fusione delle arti è un punto centrale de "La Giostra": pittura e musica non sono solo un contorno ma diventano veri e propri personaggi del film. Come hai trovato gli artisti giusti con cui collaborare?
Non “fusione”, ma inte(g)razione tra le arti, complementarietà. Ciascuna contribuisce a costruire il messaggio nella sua complessità, ciascuna aggiunge una propria sollecitazione sensoriale, senza perdere la propria specificità.
Musica e sonorizzazione mi hanno visto coinvolto in prima persona, perché nella mia esperienza di compositore e regista l’aspetto visivo e sonoro sono assolutamente inscindibili: l’immagine evoca suono e l’ascolto evoca immagini. Sempre. Tuttavia ho voluto un’interprete femminile che, con il suo apporto di esperienza e sensibilità, potesse essere complementare alla mia visione.
Lo stesso è accaduto per la pittura. Il ritratto di donna che ha un ruolo fondamentale nel film, fa parte di una ricerca sul femminile condotta anni fa da un anziano amico artista. Seppure indipendente, la sua ricerca si è integrata perfettamente nel tessuto narrativo, arricchendolo di una visione sul femminile originale e intensa.

EM: Ci puoi svelare qualche progetto per il futuro?
La nostra ricerca in questi ultimi mesi si è spostata sulla stereoscopia 3D, sempre utilizzando fotocamere reflex digitali. L’esperienza maturata con la Giostra ci ha dato un grande vantaggio e possiamo affermare di essere tra i primi a livello internazionale con un format originale pensato per l’S3D e un Numero Zero già realizzato.

“La Giostra” sarà proiettato dal 12 al 16 di ottobre al Cinema Verdi di Breganze (VI) all’interno della rassegna senzaorariosenzabandiera che presenta tematiche collegate alla natura e alla ricerca.

Se volete saperne di piu' sul cortometraggio e sul lavoro di Luigi Alberton potete visitare il sitowww.immaginariosonoro.org
Tag:  La Giostra, Luigi Alberton, fotocamere reflex digitali, mezzi del futuro, interazione artistica

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