Ciao Mario e grazie!

Monicelli, grande sceneggiatore e regista, è vissuto 95 anni e ci ha insegnato a ridere, scherzare, ma anche a pensare fra una risata e l’altra

di Elena Maria Manzini

Pubblicato martedi, 30 novembre 2010

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Mario Monicelli ha esordito al cinema a soli 19 anni con un cortometraggio intitolato “Cuore Rivelatore”. E rivelatore è forse l’aggettivo che più lo contraddistingue. Perchè con il suo lavoro Mario ci ha rivelato una parte dell’Italia che si diverte tra le lacrime. Non a caso uno dei suoi capolavori è “La Grande Guerra” dove un attore drammatico, Vittorio Gassman, si trasforma in comico e un attore comico, Alberto Sordi, si trasforma in drammatico, ma tutti e due sono profondamente italiani. Attraverso di loro Mario ci ha rivelato le due anime che lottano nel nostro cuore.
 
Per questo ti ringraziamo Mario. Grazie per “I soliti ignoti”, per “La ragazza con la pistola”, per “Un borghese piccolo piccolo” e per ‘Il marchese del Grillo”. Grazie per gli scherzi di “Amici Miei” e per le burle medievali de “L’armata Brancaleone”. Grazie da parte delle donne rosa shokking per il meraviglioso “Speriamo che sia femmina” perché tutte le volte che lo guardiamo ci ricorda quanto brave siano le attrici italiane e quanto bello sia nascere donna.
 
E' un vero peccato che in un breve tempo siano venuti a mancare grandi nomi del nostro cinema, De Laurentiis, Monicelli e qualche mese fa anche la sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico con la quale aveva scritto piu' di 50 sceneggiature. Con la loro dipartita si sente sempre di più la distanza da un tempo in cui il cinema italiano era considerato un modello da seguire in tutto il mondo.
 
E proprio per questo il padre della commedia italiana ci lascia con un monito in una delle sue ultime interviste, concessa ad una giovane studentessa di cinema: “Senza cultura in Italia non ci rimane nulla. La cultura è quello che ci tiene giovani”.
Lui lo sapeva perché la cultura l’ha fatta, l’ha vissuta e l’ha trasmessa.
 
E allora grazie Mario: non importa come tu sia uscito di scena, l’importante è che tu ci sia rimasto così a lungo.
 
Tag:  Mario Monicelli, Grande Guerra, Commedia all'Italiana, Alberto Sordi, Vittorio Gassman

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