The Prisoner: la miniserie.

Dopo quarant'anni arriva su FX dal 22 luglio il remake del mitico serial inglese.

di Elena Maria Manzini

Pubblicato giovedì, 22 luglio 2010

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Dal 22 luglio andrà in onda sul canale FX il remake della serie fantapolitica anni '60 “The Prisoner”che ha segnato la storia per essere una delle prime sperimentazioni fantascientifiche televisive, diventando precursore di prodotti seriali che conosciamo benissimo, come “Lost” e “Life on Mars”.

Gli sceneggiatori della nuova versione di “The Prisoner” hanno deciso di tornare al piano originale dell’ideatore, attore e sceneggiatore della serie, Patrick McGoohan, che avrebbe preferito confinare l’intera storia alle tempistiche di una miniserie di massimo sei puntate. Al tempo però McGoohan dovette sottostare alle richieste del network britannico sul quale veniva trasmesso che, visto l’enorme successo, decise di allungarla a 17 puntate.

La trama narra l’esperienza allucinata di un uomo che si trova improvvisamente catapultato in una realtà completamente diversa da quella che conosce, dove tutte le persone sono chiamate per numero (perché non hanno nessun nome) e tutto il mondo è racchiuso nel Villaggio. Il suo numero è il 6 e chiunque incontri cerca di convincerlo che i suoi ricordi di una vita alternativa sono solo le allucinazioni di un pazzo, perché anche se non se lo ricorda, Numero 6 nel Villaggio ha una casa, un fratello che gli vuole bene, un lavoro e soprattutto un passato. Confrontandosi con gli altri abitanti nessuno sembra ammettere di avere una vita precedente o la minima idea che ci possa essere un altro modo di vivere.. Ma, naturalmente, non è tutto come sembra…

Protagonisti di “The Prisoner” del 2010 sono due grandissimi attori che non fanno fatica a catturare lo spettatore dalla prima inquadratura.Numero 6 e’ interpretato da Jim Caviziel - meglio conosciuto per il ruolo di Gesù Cristo nel controverso “La Passione di Cristo”, di Mel Gibson - e il perfido capo del Villaggio, Numero 2, da Ian McKellen, volto di mitici personaggi cinematografici come Gandalf de “Il Signore degli Anelli” e Magneto di “X Men”, per non parlare della sua lunghissima e prestigiosa carriera teatrale nella Royal Shakesperean Company.

I primi due episodi della miniserie di sei puntate sono stati presentati allo scorso Roma Fiction Festival dallo stesso Jim Caviziel, che con voce molto pacata ha risposto alle domande degli spettatori e dei giornalisti: “Non ho molta esperienza di prodotti televisivi, ma sono rimasto subito colpito dal progetto e dal regista, Nick Hurran, che ha girato tutta la serie in pellicola con una sensibilità quasi cinematografica. Questa miniserie è un po’ come un film di sei ore”. Jim ha anche raccontato che tutte le riprese sono avvenute in Africa e che il Villaggio è una vera e propria cittadina in mezzo al deserto della Namibia e non una location creata ad hoc dagli scenografi. Negli anni '60 il Villaggio era la città di Portmeiricon, in Galles, che dopo più di quarant’anni attira ancora fan della serie e appassionati di fantapolitica.

Una nota di colore: proprio come è successo un paio di mesi fa in occasione della puntata finale di Lost, anche nel 1967 l’ideatore di “The Prisoner” ha dovuto sparire per qualche settimana dopo la fine della serie perché gli spettatori non erano per nulla soddisfatti delle spiegazioni date e continuavano a tempestarlo di telefonate e lettere.

Le premesse sono ottime. A tutti gli appassionati del genere non mi resta che augurare buona visione!
Tag:  The prisoner, Lost, Fantapolitica, Jim Caviziel, Ian McKellen

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