Dove andiamo in pausa pranzo. Il Blog

Un simpatico progetto nato sul web che sta spopolando, in cui quattro ragazzi tra i 25 e i 30 anni, prima sperimentano sulla loro pelle, quindi consigliano - o sconsigliano – dove mangiare durante la pausa pranzo, senza troppi peli sulla lingua!

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Luca, Elisa, Sara e Annamaria sono quattro colleghi di lavoro che per anni hanno condiviso gioie e dolori delle pause pranzo in una città come Milano dove, si sa, esistono infinite possibilità di scelta quando si tratta di cibo. Quindi, alla fin fine, dove andare? Ma, soprattutto, cosa aspettarsi? Loro hanno deciso di sfruttare l’ora che hanno a disposizione per il pranzo provando nuovi posti, raccontandoci poi cosa si sono ritrovati nel piatto e come sono accolti.
 
Simpatico, senza censure o troppe illusioni, il blog descrive nel dettaglio il locale selezionato e sperimentato, includendo il servizio, la pulizia oltre alla qualità del cibo. Il tutto relazionato a ciò che si paga.
Insomma, una "guida autorevole" per districarsi tra i pericoli (alimentari e non solo) nella Milano delle ore 13.

E per addentrarci meglio nel discorso e scoprire qualche curiosità in più, abbiamo intervistato per voi i misteriosi ideatori, nonché “cavie”, di Dove andiamo in pausa pranzo.

Luca, Elisa, Sara e Annamaria: presentatevi.
Ciao, innanzitutto siamo quattro colleghi e amici. Abbiamo tra i 25 e i 30 anni e lavoriamo in un ufficio di Milano. Due di noi, Elisa e Sara, si occupano delle recensioni. Annamaria e Luca, invece dell’estetica, del blog, delle foto e della realizzazione di tutte le idee che ci vengono in mente. Insomma, siamo una squadra.

Come è nata l’idea di creare questo blog?
Pranziamo insieme ogni santo giorno. Conosciamo le gioie e i dolori delle pause pranzo. Siamo dei gran mangiatori, ma soprattutto degli sperimentatori. Abbiamo pensato di auto-eleggerci “cavie” per la causa e di recensire i posti in cui andiamo a sfamarci. Perché c’è tanto da raccontare, perché ci sembrava una bella idea, e soprattutto perché non sempre troviamo altrui recensioni soddisfacenti. E poi perché lavoriamo nel mondo della comunicazione e, banalmente, ci piace sempre comunicare qualcosa.

Cosa rappresentava la pausa pranzo per voi prima del blog e cosa rappresenta adesso?
La pausa pranzo era e resterà sempre un bel momento. Parliamo, ridiamo, ci sfoghiamo. Come tutti i lavoratori del mondo. Non ha smesso di essere così. Solo, magari, ora prediligiamo sperimentare posti nuovi. Insomma, ci abbiamo preso gusto. Non è impegnativo, è divertente. E il fatto che le persone ci seguano rende il nostro “lavoro” ancora più bello.

In base a cosa scegliete i luoghi dove andare a pranzo e quali parametri usate per scriverne la recensione?
Lavoriamo in una zona molto stimolante dal punto di vista dell’appetito. E anche piena di uffici. Ci sono moltissimo locali, di ogni genere. Tantissimo etnico, per esempio, ma non solo. Andiamo un po’ dove capita. Ora che le persone ci leggono, ci danno anche consigli. E noi li ascoltiamo, ci rechiamo in tal posto e recensiamo. Abbiamo scoperto luoghi mica male, grazie alle segnalazioni dei lettori! I parametri delle recensioni? La spontaneità, in primis. E poi un po’ di cinismo. E la veridicità del giudizio. Non abbiamo nulla da perdere (e nemmeno da guadagnare, a dire il vero).

Se doveste dare una percentuale alle recensioni “buone” vs quelle “cattive… quale sarebbe?
Da quando abbiamo il blog c’è stato un miglioramento nella scelta dei locali, il nostro fiuto è aumentato. Però qualche delusione, talvolta, è inevitabile. Le nostre recensioni non sono mai lodi sperticate, c’è sempre un’amarezza di fondo. C’è sempre qualcosa che non va. Ma spesso sono piccole cose, cose su cui ridiamo. Abbiamo sicuramente recensito più luoghi ok, che non ok.

Chi è il più severo dei quattro?
Direi Annamaria. Ma siamo tutti buone forchette. Nel senso che vero, abbiamo fame, ma riconosciamo quello che è buono da quello che non lo è.

Qual è, per ciascuno di voi, il vostro piatto preferito? E quale invece quello che detestate?
A Sara piacciono molto gli arrosti. E anche gli stufati. È allergica a una quantità notevole di alimenti e si incattivisce quando non può mangiare qualcosa per questo motivo. Odia in modo categorico i capperi e il cavolfiore.
Elisa va pazza per gli gnocchi e in generale predilige i primi. Storce sempre il naso quando si propone di andare al sushi perché non si avvicina a carni e pesci crudi.
Annamaria, invece, mangerebbe rainbow e maki tutti i giorni, mentre ciò che la manda più in bestia è la pasta scotta. Luca odia il brodo a priori, anche d’inverno, e non disdegna mai un buon hamburger.

Ci raccontate un aneddoto (divertente o meno) che è successo a pranzo da quando avete aperto il blog?
Da quando abbiamo aperto il blog commentiamo tutto. Guardiamo il soffitto, in terra, in bagno. Non solo nel piatto! Tutto è aneddoto. Dalle dinamiche tra i parenti dei locali a conduzione familiare, alla lentezza di certi camerieri. Insomma: niente e nessuno ci sfugge più!

Come mai avete deciso di rimanere nell’anonimato?
Non abbiamo mai deciso di rimanere nell’anonimato. Semplicemente mostriamo la pancia invece della faccia, perché è l’unica cosa che a pranzo conta davvero.

Un progetto per il futuro
Non diventare mai indigesti. 
Tag:  Dove andiamo in pausa pranzo, blog, Milano, ore 13, recensioni, ristoranti, guida

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