Emanuele Patrini. Il finalista di Bake Off Italia si racconta

Ospite di MRS il manager milanese giunto fino all'ultima puntata della trasmissione condotta da Benedetta Parodi e dedicata ai migliori pasticceri amatoriali d'Italia

di Laura Argelati

Pubblicato venerdì, 10 gennaio 2014

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Emanuele Patrini
La finale della prima edizione di Bake Off Italia, condotta da Benedetta Parodi e andata in onda il 3 gennaio 2014, ha avuto come protagonisti Emanuele, Madalina e Lucia, che sfida dopo sfida  hanno scalzato gli altri concorrenti aggiudicandosi l’accesso all’ultima puntata del programma tv che ha incoronato il miglior pasticcere amatoriale d’Italia.

Madalina Pometescu, la vincitrice, è una giovane mamma umbra nata in Romania.

Lucia Mosci, genovese doc, è decoratrice e restauratrice.

Emanuele Patrini - oggi ospite di Mondo Rosa Shokking -  è manager di professione e foodblogger per passione. Ha una laurea in farmacologia, un master in Quality management dei servizi e… una grandissima passione per la cucina, soprattutto per la pasticceria!

Passione che, appunto, lo ha portato a far parte della rosa dei concorrenti della prima edizione di Bake Off. Sotto lo sguardo attento e critico dei due giudici Clelia D’Onofrio ed Ernst Knam, Emanuele ha dimostrato a tutti i telespettatori la sua passione, il suo carisma e soprattutto il suo talento .

Nel suo blog Cravatte ai fornelli non ci sono solo ricette di dolci da forno, ma un sacco di sfiziosità di ogni genere.

Per scoprire come nasce in un manager la passione per la cucina, facciamo direttamente quattro chiacchiere con Emanuele!

Ciao Emanuele, benvenuto su Mondo Rosa Shokking e complimenti per il tuo percorso a Bake Off Italia! Ci racconti qualcosa di te e della tua vita?
Che dire di me… 38 anni, fra qualche mese saranno 39, una vita dedicata al mio lavoro. In questi anni ho messo tanto impegno in quello che faccio. Credo che aver perso mio padre molto giovane sia stato sicuramente l’elemento scatenante per realizzarmi nella vita, una voglia di riscatto. Ho voluto dimostrare a me stesso che potevo e sapevo fare qualcosa. Professionalmente ho una buona posizione per la mia età e per il “sistema Italia”. Faccio molto sport perché credo nel motto “mens sana in corpore sano”. Con mio rammarico negli anni ho dovuto smettere passioni quali l’alpinismo e la scalata per mancanza di tempo. Mi sento una persona realizzata anche nel mio privato. Non mi piace parlare della mia vita privata perché come tale credo che sia giusto che resti così, soprattutto per chi sta al mio fianco.  Direi che ci sono tutti gli ingredienti per essere soddisfatto. Sono una persona seria, solare e anche generosa. Chi mi conosce nella sfera più intima e gli amici più cari sanno chi sono e cosa farei per loro se fossero in difficoltà. Come ha detto anche Madalina in alcune interviste, se gli amici sono tristi mi chiamano e cerco sempre di trovare le parole giuste per far tornare loro il sorriso.

Pensando a un uomo d’affari, sempre impeccabile in giacca e cravatta e con l’aria seria e professionale, non ci si immaginerebbe di certo che una volta arrivato a casa indossi un grembiule da cucina e si sbizzarrisca ai fornelli… Ci parli di questi due tuoi lati così diversi ma perfettamente complementari?
Perché no, si può essere impeccabili anche con un grembiule davanti ai fornelli! Per me la cucina è una valvola di sfogo dallo stress del lavoro, mi rilasso quando slaccio la cravatta e mi allaccio il grembiule. Sul lavoro sono deciso, determinato, devo gestire situazioni a volte particolari, difficili, che hanno implicazioni sulle altre persone. Applico la stessa passione e determinazione che uso sul lavoro ai fornelli di casa mia, oppure quando ho tenuto dei corsi di cucina come insegnante. Infatti il mio blog si chiama “Cravatte ai Fornelli”: un manager che si spoglia di tali panni e indossa quelli di cuoco; spesso mi ricorda il bianco del camice di quando lavoravo in ospedale e mi occupavo delle diagnosi di alcune patologie.

Quando è nato l’amore per la cucina? C’è qualcuno in particolare che ti ha trasmesso questa passione?
L’amore per la cucina è nato verso la maggiore età quando spesso mi ritrovavo a cucinare, poi crescendo si è intensificato, anche perché dopo l’università sono andato a vivere da solo e di conseguenza ho dovuto imparare a cucinare. Negli ultimi anni ho imparato a cucinare anche abbastanza bene, non lo dico io ma gli amici, al punto tale che spesso organizzo tavolate a casa anche da 10 o 12 persone. La passione per la cucina credo che stia nel mio DNA, mio padre per un certo periodo della sua vita ha smesso di fare il radiologo per fare il pasticcere, quindi…

Se tu dovessi descrivere te stesso attraverso un dolce, quale scegliesti?
Beh, sembrerà banale ma sicuramente il Tiramisù (che mi ha fatto vincere il grembiule blu) e le Crostate.

Parlando di Benedetta Parodi, Clelia D’Onofrio e Ernst Knam, quali prodotti da forno credi che potrebbero identificare le loro personalità?
Domanda curiosa ma divertente. Per Benedetta la torta di mele perché mi ricorda la tradizione italiana e il suo essere vicino a tutte le donne,  per Clelia i macarons perché è una signora molto raffinata e colta e per Knam un cioccolatino alla cannella, che esprime la sua determinazione e il suo carattere nordico, cosa che ho molto apprezzato in lui.

Quale è il tuo cavallo di battaglia tra i dolci da forno?
Ho due cavalli di battaglia: la crostata e i whoopie pie.

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza a  Bake Off Italia?

I finalisti di Bake Off Italia: Emanuele, Madalina e Lucia
Per me Bake Off Italia è stata una bella esperienza, che mi ha permesso di mettermi in discussione: sono molto severo con me stesso, pretendo molto e stare davanti a una telecamera mi ha dato la possibilità di vincere alcune mie timidezze. Il programma mi ha insegnato molto soprattutto da un punto di vista tecnico nella pasticceria e mi ha permesso di migliorare. L’insegnamento più grande è stato quello di non perdere mai la concentrazione, di cercare di fare il meglio conoscendo i propri limiti. Nel programma ero stato presentato come una persona decisa, determinata e a volte un poco snob, nella vita di tutti giorni sono sì deciso e determinato ma molto umile, cosa fondamentale per andare avanti… essere presentato così mi ha fatto molto ridere e tante persone hanno apprezzato questi miei lati. Altri meno, ma non si può piacere a tutti.  In questo periodo ho ricevuto svariati complimenti, messaggi e mail di stima e di affetto, spesso mi sono commosso e ho voluto rispondere a tutti perché credo che sia molto importante dare una risposta a una persona che ti scrive, soprattutto se si dichiara un tuo fan.

Secondo te ai fornelli ci sono differenze consistenti tra uomini e donne? C’è chi ha una marcia in più?
A mio avviso non ci sono differenza tra uomini e donne ai fornelli, entrambi possono avere una marcia in più; la cosa importante è l’estro, la tecnica e soprattutto essere portati per la cucina. Avendo un blog di cucina da poco più di due anni ho capito che nel mondo dei foodblogger gli uomini sono messi un poco nell’angolo: su circa 3000 blog di cucina in Italia solo il 2% o 3%  sono gestiti da un uomo, il resto sono tutte donne. A volte ci si sente delle mosche bianche e quindi si è stimolati a dimostrare di più, quello che si è e quello che si vale. Ai fornelli ci sono stati e ci saranno sempre sia grandi donne che grandi uomini. Quando cucino traggo ispirazione da chef e pasticceri sia uomini che donne. Non a caso adoro Massimo Bottura (chef tristellato) e Loretta Fanella (pasticcera superba).

Quella per la pasticceria è solo una passione o magari un giorno potresti anche decidere di rivoluzionare la tua vita e farne un mestiere?
Chi lo sa se la pasticceria potrebbe diventare il mio futuro… Potrebbe anche essere, io lascio tutte le porte aperte. Credo che non aprirò mai una pasticceria, non mi ci vedo portato, ma il consulente alimentare o qualcosa nel mondo food mi piacerebbe farlo. Magari lavorare in un mensile di dolci.

Che progetti e sogni hai per il tuo futuro?
I miei progetti per il futuro… onestamente non ci ho ancora pensato, o meglio alcune idee le avrei, vediamo se diventeranno realtà. Sicuramente porterò avanti il mio blog e mi piacerebbe lavorare nel mondo dell’editoria gastronomica. Knam, in alcune interviste, di me ha detto che avevo estro e quindi cercherò di usarlo. A breve riprenderò a tenere corsi di cucina e continuerò collaborazioni che avevo già attive nel 2013. Se mi proponessero di tornare ancora in televisione penso che accetterei! Chissà, magari qualcuno mi offrirà nuove opportunità, io sicuramente cercherò di ingegnarmi, le passioni vanno coltivate!
Tag:  Emanuele Patrini, Bake Off Italia, Manger, Foodblogger, Cravatte ai fornelli, Pasticceria, finalista, Benedetta Parodi

Commenti

10-01-2014 - 12:11:41 - anonimo
personaggio molto interessante Emanuele!
12-01-2014 - 07:34:18 - Anna
Mi è piaciuto molto Emanuele: concentrato, serio, ma di tanto in tanto con una punta di creatività e leggerezza che lo portava a fare a modo suo per esser se stesso anziche agire puramente per soddisfare le indicazioni dei giudici... E' stato piu che giusto che sia arrivato fino alla puntata finale :) Anna
12-01-2014 - 17:59:47 - anonimo
Sfaccettato il personaggio di Emanuele: capace, forse leggermente altezzoso ma anche genuino e divertente nella sua lieve goffaggine: molto interessante!
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