Un piatto per il duca

Al Centro Svizzero di Milano si è svolto il convegno, promosso da “Castelli del Ducato”, sul tema della cucina ai tempi degli Sforza e dei Visconti grazie al quale è stato possibile fare un tuffo nel Rinascimento

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Il progetto Castelli del Ducato, nato dalla collaborazione tra Italia e Svizzera con l’obiettivo di valorizzare architetture castellane e centri urbani che si snodano dal Castello Sforzesco di Milano ai Castelli di Bellinzona, ha dato vita a un convegno dal titolo “Un piatto per il duca” incentrato sull’insolito tema della cucina ai tempi del ducato visconteo-sforzesco.

L’incontro, che si è svolto martedì 16 ottobre presso il Centro Svizzero di Milano, è stato moderato dal giornalista Gabriele Eschenazi, il quale si è alternato alle voci del console generale di Svizzera, Massimo Baggi, e del presidente di Bellinzona Turismo, Flavia Marone, in veste di rappresentanti del progetto organizzatore.

Gli oratori presenti alla conferenza sono stati invitati a ricostruire una sorta di percorso culinario dell’epoca per cercare di approfondire una tematica di costume molto interessante e, allo stesso tempo, ancora piuttosto inesplorata.

Grazie ai molteplici interventi e ai preziosi documenti utilizzati come materiale di supporto, infatti, è stato possibile fare un tuffo – oserei dire “gustoso”- in uno dei periodi più affascinanti della storia, il Rinascimento.

In particolare, il Delegato dell’Accademia Italiana della Cucina di Milano, Dino Betti van der Noot, ha introdotto la figura di Maestro Martino, considerato il primo “chef” dell’era moderna e padre fondatore della cucina italiana d’autore. Attivo presso la corte degli Sforza, al cuoco milanese dobbiamo moltissime ricette, da lui inventate, che sono giunte fino a noi. Inoltre, al fine di offrire un ulteriore contributo su questo personaggio, anche l’Associazione Maestro Martino ha preso parte al convegno, mettendo a disposizione del pubblico alcune ricette del Maestro, incluse nel libro “De Arte Coquinaria” e conservate nella Biblioteca di Riva del Garda.

Dopo aver esplorato da vicino il lavoro del cuoco di corte, l’attenzione si è spostata sull’imbandigione dei banchetti e sul contenuto delle portate servite negli eventi: tutto ciò è stato reso possibile dal ricercatore dell’Università di Milano, Edoardo Rossetti, il quale ha ricostruito, attraverso le lettere di corte, i menù delle feste ducali.

Infine, si sono alternati altri contributi ad opera di Paolo Salvadori di Wiesenhoff, proprietario dell’Azienda Agricola “Principato di Lucedio” e di due rappresentanti dell’istituto universitario svizzero Les Roches, dove si tengono corsi in gestione alberghiera e arte culinaria, i quali hanno rispettivamente disquisito sulla coltivazione del riso in Italia e sulla presenza di salmone in Svizzera durante il Medioevo.

La giornata si è conclusa con la premiazione dei giovani delle scuole alberghiere di Lombardia e Piemonte che, partecipando al concorso “Un piatto per il Duca”, si sono trovati a dover svolgere un compito abbastanza insolito, ossia preparare o un piatto o un menù in pieno stile…“ducale”.

Al primo posto si sono classificati Armando Acquaviva e Filippo Del Boca dell’Istituto alberghiero De Filippi di Arona con una composizione d’anatra medievale: petto d’anatra all’idromele, cestino di farinata di ceci, gelato al gorgonzola e cipolle candite. Ricetta realizzata con la collaborazione dello chef Marco Vesco.

 
Per conoscere meglio il progetto “Castelli del Ducato”:
Tag:  Un piatto per il duca, Castelli del Ducato, Sforza, Visconti, Milano, Bellinzona, percorso culinario, cucina, Rinascimento, Centro Svizzero

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