Il toro

Per tutti quelli che, quando guardano una corrida, tifano per l’animale

di Andrea Vercelli

Pubblicato martedi, 31 maggio 2011

Rating: 4.5 Voti: 27
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Ci sono dei giorni che mi viene da scappare.
Non importa dove.
Basta andarmene.

Quella mattina presi la macchina, feci il pieno e presi la prima autostrada che incontrai.
Volevo andare in un'unica direzione. Ero curioso di sapere dove sarei arrivato.
Viaggiai interrottamente, verso ovest, per tutta la giornata. Fino al tramonto.

Mi fermai ad Alcanar, un piccolo paesino anonimo, di cui ricordo solamente il caldo che soffrii quella notte, nella piccola pensione a bordo strada.
Non avevo pensieri. Avevo soltanto una voglia matta di rimettermi  in viaggio. Di fuggire lontano.
Mi risvegliai il mattino seguente madido di sudore. Era tardi. Il sole era già alto e pungente.

Una doccia e via, rimontai in macchina e continuai per la mia strada.
Dopo appena qualche chilometro, a Vinaròs, mi fermai per guardare il mare. E, per la prima volta, mi sentii immensamente solo.
Quella distesa azzurra mi spaventava. Mi sentivo troppo esposto, vulnerabile
Avevo bisogno di essere contenuto. Di avere l'idea del finito intorno a me.

Presi quindi  la prima strada che si snodava verso l'interno.
La terra era gialla. Piatta.
Dopo alcuni chilometri intravidi delle colline dello stesso colore e, lassù in cima, una cinta di mura.

Morella, la città sospesa tra cielo e terra.
Tra il bianco lattiginoso della luce e il giallo acceso della roccia.
Il sole pietrificava anche il respiro. Il sole rendeva immobile ogni cosa, fermava il tempo.
Parcheggiai la macchina e, a piedi, mi avventurai in un vicolo.

Tutto aveva lo stesso colore. Tutto scottava.
Gli occhi bruciavano dalla luce e dal caldo.
Mi ritrovai in una piccola piazzetta, sotto un porticato.
C'era una folla urlante, bestiale, feroce, che gridava appesa a delle barricate di legno.
Mi avvicinai, mi feci largo tra la gente, montai su un asse di legno e vidi.
 
Un toro, piantato sulle quattro zampe. Con la testa abbassata. Furioso. Immobile.
Un gruppo di uomini lo spintonava da dietro e davanti una folla di ragazzi pronti a correre non appena il toro avesse deciso di seguirli furente.
Una corsa per le vie della città. Fino al castello, lassù in alto. Dove sarebbe stato ucciso. Con una spada.

Ma il toro non si muoveva. Bloccato sulle gambe posteriori. Atterrito.
Ero vicino al toro. Ci separava soltanto quel pezzo di legno. Sentivo il suo fiato caldo addosso. Mi guardava. Arrabbiato con il mondo; anche con me che rimanevo lì, senza aiutarlo.
Sapeva esattamente come sarebbe andata a finire.

In ogni caso lui avrebbe rovinato la festa a tutti quel giorno.
Non sarebbe corso via. Non avrebbe giocato con quelle bestie urlanti che lo spingevano e lo pungolavano con uncini d'acciaio. Non li avrebbe fatti divertire.

Ma gli uomini non accettano che non si giochi con le loro regole. E reagiscono male ai rifiuti.
Fu un attimo.
Un uomo si avvicinò, gli posò una pistola alla tempia e lo freddò all'istante.
Il colpo sordo zittì per un secondo le urla degli uomini che ripresero appena dopo più forti di prima.
L'occhio del toro continuò a fissarmi fino alla fine.

Sentii lacerarmi il petto e la rabbia montare come un'onda accecante. Urlai con tutta la voce che avevo.
Un grido disperato che si confuse con quelle gioiose della folla.

Mentre alcuni bambini avevano raggiunto la carcassa dell'animale e ci ballavano sopra, un macellaio, con un lungo coltello,tagliava di netto i testicoli del toro offrendoli come trofeo, sanguinanti, alla folla.

Non mi mossi fino a quando non attaccarono delle catene alle corna del toro e lo trascinarono via con un trattore.
Non mi mossi fino a quando il suo sangue si seccò sul selciato.
Non mi mossi fino a quando rimasi solo, nella piazza, al buio.

Il sole, andandosene, mi aveva portato via la voglia di vivere.
Avevo voglia di andarmene via da lì, subito.
Mi diressi verso l'auto e presi la strada di casa con un pezzo di umanità in meno ed un amico tradito in più nel cuore.

 
Tag:  Toro, Spagna, Alcanar, Vinaròs, Morella, Morte, Rabbia, Sole

Commenti

31-05-2011 - 10:49:19 - anonimo
:->
31-05-2011 - 14:31:50 - anonimo
bellissimo!
05-07-2014 - 15:07:10 - anonimo
xf
05-07-2014 - 15:08:08 - anonimo
jzhncVxxss kuhhjx uwx„~«»xddf
Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni