L’Astrottico

L’Ocularium è il regno dell’Astrottico. Lasciate ogni speranza, voi che entrate

di Andrea Vercelli

Pubblicato venerdì, 25 marzo 2011

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Ho sempre avuto un brutto rapporto con gli occhiali. Li perdo, li fracasso, li calpesto. Insomma, tenuto conto che è dall’adolescenza che sono costretto a portarli, ne ho acquistati a decine.
L’ultima volta qualche settimana fa, quando il mio adorato occhiale è passato a miglior vita, triturato da una porta girevole.
 
Non volendo andare dal mio solito ottico, ho chiesto consiglio. E mi è stato suggerito di rivolgermi all’Ocularium, in centro a Torino.
Arrivo davanti alle vetrine e penso immediatamente di aver sbagliato indirizzo. Nessun occhiale esposto. Una poltrona con appoggiata una chitarra. Un pianoforte e un divano con sopra un cappello panama.
 
Dentro una luce fioca e, al banco, un omino strano, non più giovane, con una lunga coda di capelli bianchi.
Dubbioso entro e mi ritrovo davanti a Lui, l’Astrottico.
 
Mi sorride, saluta e mi invita a sedermi.
Mi accomodo su una sedia davanti ad un grande tavolo di cristallo. In silenzio lo guardo e sorrido. Ricambia, mi osserva inclinando leggermente la testa. E continua a sorridermi in silenzio.
Sembra non abbia fretta. Sembra che il tempo per lui non scorra.
 
Sarei venuto per scegliere un paio di occhiali”, dico velocemente cercando di rompere il ghiaccio.
Lo so”, risponde.
Silenzio.
Prende un grande libro che sta sopra il pianoforte. Aggrotta le sopracciglia, un altro sorriso e poi comincia a snocciolarmi tutti gli eventi più significativi della mia vita.
Sì, proprio così. Comincia a parlarmi di me. Con la serenità di un Buddha, mi racconta di cose accadute e di cose che verranno, desideri e paure. Obiettivi, segreti.
Mi legge dentro come un’enciclopedia.
Sa tutto di me, pur non conoscendomi.
Tutto quello che è accaduto nella tua vita ha avuto il significato di portarti fin qui. E tu, oggi, hai conosciuto le risposte alle tue domande.”
 
Poi con calma apre alcuni cassetti e, sopra il tavolo, si materializzano differenti paia di occhiali. Me li fa provare, me li consiglia. Me li racconta.
Ogni volto ha un suo occhiale, e l’occhiale esprime la personalità di chi lo porta. Non quello che vorremmo apparire, ma la nostra vera essenza.”
 
Sorride ancora. Credo sapesse da anni che io, in quel giorno, sarei entrato nel suo negozio.
E’ tutto scritto, sembra dirmi.
 
Mi sceglie un paio di occhiali trasparenti. I più belli che abbia mai avuto.
Mi offre una fetta di torta, la mangiamo insieme.
Vieni a trovarmi quando vuoi. Io sono qui.”
 
A mesi di distanza ancora lo penso: l’Astrottico è lì, in attesa come un libro pronto a rivelare il suo contenuto.
Tag:  Torino, fisiognomica, astrologia, occhiali, predizione, Ocularium

Commenti

27-03-2011 - 13:37:47 - dark angel
mi ha incuriosito questo posto, credo che andrò a farci un giro...
05-04-2011 - 17:52:59 - Marco
E' come il negozio di Olivander in Harry Potter per le bacchette magiche
10-04-2011 - 13:47:03 - sabrina
la magia è ovunque
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