Nuvole

E il cielo è sempre più blu

di Andrea Vercelli

Pubblicato domenica, 24 aprile 2011

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Mi capita spesso di guidare per molti chilometri nella stessa giornata.
Il livello di concentrazione rimane molto alto, sempre. Gli occhi si dissociano dal cervello e si entra in uno stato di attenzione ipnotica.
Silenzio, tranne il lieve ronzio del motore. Nessuna musica, nessuna telefonata. Solo io e la strada.
Sono in uno stato di attenzione percettiva. Gli impulsi visivi mi si amplificano e si accendono stati emotivi , soprattutto legati ai ricordi.
 
Quel giorno ero in provincia di Bergamo, sull'autostrada che unisce Brescia a Milano. All’incirca in quel tratto dove la grande scritta “Tenaris Dalmine” campeggia su un gigantesco stabile color metallo.
Per non ritrovarmi nel traffico ero partito alle prime luci dell'alba. Guidavo a bassa velocità e guardavo il cielo. Non so esattamente né quando né come, - lo capii dopo - visualizzai nella mia mente l'immagine di mio fratello Marco. Che bella sensazione averlo come compagno di viaggio quella mattina.
 
Individuai poco dopo la causa di quel pensiero. Una grande nuvola bianca si stagliava nel cielo. La forma era molto simile a quella del Regno Unito.
Presi la prima uscita e mi ritrovai con verde a destra e sinistra. Accostai e spensi il motore.
Aprii il bagagliaio, presi una vecchia coperta arrotolata, la distesi sull'erba e mi ci sdraiai sopra.
 
Nessun rumore. Comodo
Né caldo né freddo. Odore di prato.
Il mio campo visivo comprendeva solo cielo e nuvole. Un blu chiaro terso e nuvole bianchissime, con qualche riflesso dorato. Cercai la nuvola-marco ma non la trovai più. Dissolta, trasformata.
 
Altre nuvole correvano, si componevano in forme note, si amalgamavano e si volatilizzavano, dopo pochi istanti.
Un cane, un drago dalla coda troppo lunga, un cuore rotto a metà. Poi solo materia informe, e via.
Sentivo il corpo rallentare il suo ritmo ed i pensieri focalizzarsi in un unico e forte richiamo.
La Vita.
 
Questo è uno dei sensi della Vita.
Hai solo un attimo per leggerci un significato, evocarlo; hai solo un attimo per sentire ed emozionarti.
E poi, lei fugge, mutata, nell'infinito.
Hai solo il presente da cogliere.  Hai  solo il presente per amare. Poi tutto cambia, tutto si trasforma.
La Vita, quella ferita di luce che lacera il nulla. Poi si rimargina e tutto finisce.
 
Isolato dal mondo. Tutto tace. Mi vengono in mente le note di una canzone di Rino Gaetano che fa:

“… e il cielo è sempre più bluu uu uu… e il cielo è sempre più bluu  uu uu”.
Tag:  Nuvole, Cielo Rino Gaetano, UK, Dalmine, A4, Vita, Morte, blu

Commenti

24-04-2011 - 19:37:52 - anonimo
:->
25-04-2011 - 07:48:16 - fabiana gariglio
Sempre meglio Andrea, gran bell'articolo, poetico e filosofico....riuscire a vivere il presente e basta sempre non è facile ma...è la sola cosa che davvero dovremmo imparare a fare! Buon tutto a presto!
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