Il ricorso

Ciao, vi scrivo perché vorrei avere qualche informazione circa la procedura da osservare per presentare ricorso contro una multa inflittami pochi giorni fa dalla Polizia Municipale della mia città. In particolare, vorrei sapere se debba rivolgermi al Giudice di Pace oppure al Prefetto

di Carolina Toia

Pubblicato giovedì, 7 aprile 2011

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Nel rispondere al quesito sottopostomi da Anna ritengo sia anzitutto doverosa una premessa: prima di intraprendere la strada del ricorso, è fortemente consigliabile accertarsi della effettiva irregolarità del verbale che si intende impugnare, scongiurando così il pericolo che l’opposizione si trasformi in una mera perdita di tempo e di denaro.
Ciò posto, il ricorso può essere promosso per motivi di merito, attinenti alla condotta che è stata contestata, oppure per vizi di forma del verbale.
I motivi più frequenti a fronte dei quali sono ammessi ricorsi avverso sanzioni amministrative sono:
  • notifica del verbale oltre 90 giorni dalla data di accertamento dell’infrazione;
  • errata indicazione del modello o della targa del veicolo;
  • mancata indicazione delle generalità del trasgressore o del proprietario del veicolo (responsabile in solido).
Nei successivi 60 giorni a far data dal momento di notifica del verbale sarà possibile scegliere quale strumento azionare:se il ricorso al Prefetto o, in alternativa, al Giudice di pace.
Il primo andrà inoltrato direttamente alla Prefettura della Provincia in cui si trova il luogo della violazione oppure allo stesso Comando di Polizia municipale con Raccomandata A/R e ricevuta di ritorno.
Il secondo andrà inoltrato invece presso l'ufficio del Giudice di pace competente, pagando un contributo unificato di 33 euro oltre ad 8 euro di diritti e presentandosi all'udienza di comparizione.
Circa la forma ed il contenuto del ricorso, si è chiamati a stilare, in carta libera, un breve resoconto dei fatti, indicando le proprio ragioni ed ogni elemento utile all'accoglimento dello stesso (inclusa l’allegazione di foto, documenti, certificati e quant’altro che siano idonei ad avallare la propria scelta impugnatoria).
 
Nell’iter tra i due procedimenti vengono messe in evidenza alcune differenze sostanziali: in primis, mentre il Prefetto sente l’interessato a fronte di un’espressa richiesta in tal senso, il Giudice di Pace, invece, fissa un’udienza alla quale si ha l’obbligo di comparire personalmente, pena l’improcedibilità del ricorso (la presenza di un legale di fiducia è facoltativa).
In secondo luogo, se, da un lato, il Prefetto ha un termine massimo di 120 giorni per pronunciarsi sul ricorso – trascorso il quale vale il principio del silenzio assenso -, dall’altro, il procedimento dinanzi al Giudice di Pace non conosce limiti temporali da rispettare.
Infine, in caso di rigetto del ricorso, mentre il Giudice di Pace potrà scegliere se confermare la sanzione indicata nel verbale o se raddoppiarla, il Prefetto sarà invece chiamato obbligatoriamente a raddoppiare l’entità della multa oggetto di ricorso.
Contro la decisione del Prefetto è ammesso ricorso al Giudice di pace del luogo interessato, entro 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza prefettizia di rigetto.
Qualora anche il Giudice di pace respingesse il ricorso, la procedura continuerebbe dinanzi al Tribunale, rischiando però di diventare lunga e onerosa.
Tag:  Ricorso, multa, Prefetto, Giudice di Pace, verbale

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