Quando la circolazione è un disastro!

Ho problemi sempre più seri di circolazione che si manifestano con capillari fragili ed in evidenza, flebite, couperose.. Cosa mi consiglia di fare? Mi hanno parlato dell'estratto di MIRTILLO come possibile rimedio. Quali sono i suoi effetti benefici?

di Dott. Giuseppe Giordano

Pubblicato martedi, 25 maggio 2010

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Cara signora,
in primo luogo cosa ne pensa l’angiologo?
Chieda una visita specialistica. Poi se le erbe possono aiutarla, sarò felice di servirla.

Per ora parliamone per sommi capi, in generale: il sistema sanguigno può dare disagi ma se la prevenzione è praticata correttamente, molti dispiaceri si riducono, anche in barba alle nostre predisposizioni.
Una buona attività fisica serve a tenerci in forma ma anche a tonificare i tessuti che concorrono a tenere tonici i vasi: arterie, vene e capillari, restano in miglior salute ed ossigenano meglio gli altri tessuti ed organi.

Mi parla di flebite: suppongo che si riferisca all’infiammazione che colpisce soprattutto le vene superficiali, in particolare delle gambe e più frequentemente quelle in condizione già varicosa. Ma associata a capillari fragili e in evidenza, mi vien da pensare ad una pelle chiara e delicata, che mostra tutto il tracciato venoso e capillare.
Se così fosse, praticare nuoto e fare passeggiate - maggiore attività fisica in generale - avrebbero contrastato la laschezza vasale denunciata dall’ingrossamento dei vasi e dalla maggiore visibilità.

È vero che il mirtillo (MIRTILLO NERO -Vaccinium myrtillus) aiuta la circolazione, ma è un rimedio più indicato per la microcircolazione oculare; è più un protettivo della retina e viene usato con successo anche in altri casi: l’azione protettiva sui vasi venosi è dovuta agli antocianosidi presenti nel mirtillo, rendendo il connettivo più stabile ed elastico. Agiscono positivamente sulla parete dei vasi sanguigni venosi, favorendo così la normalizzazione della resistenza e dell'elasticità della parete dei vasi.

Inoltre gli antocianosidi del mirtillo inibiscono validamente i radicali liberi (azione antiradicalica), essendo in grado di intrappolare quasi tutte le specie radicaliche conosciute.
Negli studi presenti in letteratura l’estratto secco di mirtillo è titolato in antocianosidi e parte col succo di mirtillo. La dose media di estratto secco usata in questi studi è di 140 mg al giorno. Non ha effetti collaterali e non sono note interazioni con farmaci.
CONTROINDICAZIONI: l’estratto di mirtillo può favorire la formazione di calcoli renali da ossalati e da fosfati di calcio, per cui va usato con cautela in pazienti con problemi di calcoli ai reni.

Aggiungo che anche la centella asiatica è un protettivo vasale (Hydrocotyle asiatica erba) e che le sue foglie contengono due acidi, il madecassico e l'asiatico, capaci di stimolare l'umore e la forza fisica. L'uso, in Europa, è quasi esclusivamente vascolare: i suoi flavonoidi (soprattutto la quercetina) possono ridurre la fragilità vascolare. Associare tre piante vascolari (rusco, centella, ippocastano) vuol dire avere subito risultati eccezionali: le gambe sono più leggere, l'attenzione e la memoria migliorano, i crampi muscolari scompaiono; tutto per il miglioramento del circolo arterovenoso in tutti i distretti del corpo.

Risentiamoci, in ogni caso, dopo il parere del medico. Farò così più volentieri il mio lavoro di erborista, suggerendole qualche dritta in più.

Buona tisana a voi.
 

 


Tag:  Circolazione, angiologo, capillari e vene, flebite, Mirtillo Nero

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