Lo sbiancamento dentale

di Dott. Nicola Menna

Pubblicato mercoledì, 9 febbraio 2011

Rating: 4.4 Voti: 11
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci

Figura n° 1
I denti possono presentare due tipi di macchie: estrinseche, cioè esterne al dente, causate dal depositarsi di sostanze contenenti cromogeni e da placca e tartaro, e intrinseche cioè quelle contenute nello smalto. Infatti lo smalto dei denti assorbe le colorazioni dovute agli agenti esterni con cui viene a contatto. Il consumo di sostanze come the, caffè, vino rosso, liquirizia, il  fumo e alcuni farmaci a base di tetracicline (antibiotici) sono le cause più frequenti delle macchie sui denti. Altre macchie, possono essere dovute ad anomalie della mineralizzazione dello smalto per cause genetiche, assunzione di eccesso di fluoro, quindi aree dove manca l’organizzazione tipica di questo tessuto.

Le macchie estrinseche vengono rimosse con un’accurata detrartrasi o ablazione; per i difetti di mineralizzazione bisogna ricorrere ad una terapia conservativa o ad una protesi; mentre per le macchie intrinseche si usa lo sbiancamento.


Figura n° 2
Le sostanze sbiancanti sono il perossido di carbamide che si scompone in perossido d’idrogeno e urea.

In commercio esistono vari metodi per effettuare lo sbiancamento: quello che potrebbe  essere definito “fai da te”  e quello professionale. Il primo è caratterizzato dall’uso di sostanze sbiancanti che hanno una ridotta percentuale di perossido d’idrogeno (intorno al 6%), utilizzando strisce o preformati. Lo sbiancamento professionale può essere “domiciliare” con l’ausilio di apposite mascherine individuali nelle quali viene messo del perossido di carbamide fino al 15%. La mascherina verrà mantenuta per diverse ore durante il giorno o la notte per una
settimana – dieci giorni. L’altro tipo di sbiancamento viene fatto a livello ambulatoriale con perossido di idrogeno e l’ausilio di attivazione luminosa quali luce alogena , LED o laser. Una delle sorgenti più comunemente usata sono i LED che danno uno sbiancamento veloce e sicuro dopo aver rispettato opportuni accorgimenti.  


Figura n° 3
Il trattamento prevede che tutti i tessuti molli esterni (labbra) siano protetti da vaselina  e garze (fig.1), mentre quelli interni (gengive) siano protetti da un materiale apposito chiamato diga liquida. Sui denti, dopo averli protetti con un liquido desensibilizzante, viene applicato un gel a base di perossido di idrogeno al 35% (fig.2) che si attiva rapidamente grazie all’azione combinata con una apposita  lampada a LED (fig.3). L’ossigeno liberato, penetra nella struttura dentale e, provocando una reazione di ossido-riduzione, scompone le grosse molecole delle macchie e rende il dente più chiaro e luminoso (fig.4).

Lo sbiancamento è sicuro ed efficace, e ovviamente deve essere effettuato sempre sotto il controllo di un professionista. Non è consigliabile il suo utilizzo su bambini di età inferiore ai 16 anni e su donne in gravidanza o in fase di allattamento.


Figura n° 4
Il trattamento può non dare gli stessi esiti su tutti i pazienti
: infatti varia da paziente a paziente in base alla propria struttura dentale. Per le 48 ore successive è necessario seguire una dieta in bianco (a base di pasta e riso al burro, petto di pollo, prosciutto cotto, patate, mele, pere….) evitando il contatto con sostanze coloranti e acidi (caffè, vino rosso, frutta e verdura coloranti, collutorio..).
Tag:  Sbiancamento, detartrasi, perossido di carbamide, mascherina, LED

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni